Per evitare le frodi nell’olio di oliva

12 dicembre 2016

A settembre scorso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna - coordinato dalla prof.ssa Tullia Gallina - ha dato avvio al progetto OLEUM , finanziato dal Programma quadro di ricerca e innovazione UE: Horizon 2020.

OLEUM si propone in generale di contrastare il ricorso alle frodi nella produzione dell’olio con un approccio di ricerca innovativo, in grado di rilevare non solo la presenza di miscele illegali e di valutare al tempo stesso qualità e freschezza del prodotto, ma anche di verificarne la conformità relativamente all’origine botanica o geografica dichiarata dal produttore.

Va a questo proposito ricordato che l’attuale carenza – a livello mondiale - di efficaci metodi di analisi standardizzati od armonizzati, in grado di detectare e prevenire tali frodi, crea un danno ragguardevole al più grande produttore mondiale di olio, quale è l’Europa. Il particolare gusto e profilo sensoriale dell’olio e la sua ricchezza di sani grassi alimentari ne fanno un prodotto a così elevato valore aggiunto da attirare l’attenzione di adulteratori – che lo miscelano illegalmente con oli vegetali – ed anche di contraffattori che lo immettono sul mercato con scorrette etichettature (N1). Così da lucrare sul prezzo di un prodotto, che difficilmente può scendere ai livelli molto bassi che talora ci capita di osservare, e che è peraltro destinato ad aumentare nel prossimo futuro, a seguito della cattiva annata di olive registrata nel 2016.

Tali produzioni illecite generano sia effetti direttamente negativi sul piano commerciale che, indirettamente, su quello reputazionale della filiera agro-alimentare da cui origina. Tanto che è possibile condividere quanto sostenuto da chi ritiene che le frodi sull’olio gettano discredito su di un prodotto tipico della dieta mediterranea, e su un simbolo insostituibile della qualità e dei valori nutrizionali della italica gastronomia.

Per raggiungere l’obiettivo del miglioramento dei metodi di analisi esistenti per la verifica della qualità e dell’autenticità dell’olio di oliva, il progetto svilupperà una banca dati online (OLEUM DATABANK) finalizzata a registrare non solo i metodi di analisi che i dati delle caratteristiche organolettiche e chimiche degli oli che stanno alla base del loro odore e del loro gusto (N2) , ma anche le informazioni sulle illecite manipolazioni di natura produttiva, sia esistenti che emergenti.

La rilevanza sociale di tale progetto deriva in particolare :

-dal fatto che OLEUM punta a identificare i cosiddetti “marcatori analitici” delle miscele illegali, a sviluppare metodi di controllo della freschezza dell’olio, e a monitorarne la data di scadenza, senza dimenticare che - in generale - il progetto si vocherà anche alla divulgazione, agli enti di formazione e controllo internazionali, di soluzioni metodologiche per un’armonizzazione su scala globale dei metodi analitici nel settore oleario;

- dall’intento di volere dare vita e sostenere una rete mondiale di laboratori con specifica vocazione all’analisi dell’olio di oliva;

- dall’implementazione di una strategia cosiddetta multistakeholder, mirata ad indirizzare al pubblico in generale, ed ai consumatori in particolare, messaggi informativi a tutela dell’immagine dell’olio di oliva, nonché a diffondere innovative conoscenze tecniche al comparto delle industrie, alla comunità scientifica, ad enti pubblici e di controllo.

Sempre in tema di produzioni olearie di rilievo anche la notizia della costituzione nel nostro paese della soc. consortile FOODI: Fiera Olivicola Olearia Italiana, da parte dei principali organismi in rappresentanza dei produttori: Unaprol, Unasco, Aipo, Cno, e di associazioni di categoria quali: Federolio, Assofrantoi, Assitol, Aifo.

La mission di FOOI è quella di contribuire a migliorare coordinamento e modalità operative dell’ immissione dell’olio di oliva sul mercato, sia con la realizzazione di ricerche e studi di mercato - idonee ad individuare ed esplorare potenziali mercati d’esportazione – sia con la redazione di contratti-tipo. E ciò anche al fine di ampliare la conoscenza della trasparenza e della produzione del mercato, ponendo particolare attenzione ad elementi quali: potenziali di produzione, rilevazione dei prezzi pubblici di mercato, coordinamento dell’offerta e della commercializzazione della produzione dei propri aderenti, intensificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

In sintesi, sarà chiamata a contribuire a rafforzare la competitività economica e l’innovazione dell’intera filiera di produzione, nonché a vigilare sulla tracciabilità del prodotto olio a tutela dell’ambient, e sulle possibili limitazioni all’uso di fitofarmaci.

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(N1) Sul piano dei sistemi e tecniche di autenticazione a fini anticontraffattivi dell’olio extravergine di oliva, merita ricordare il recente ricorso, da parte di alcuni produttori di olio extravergine IGP, alla tecnologia NFC (Near Field Communication) basata su TAG inseriti nel tappo della bottiglia e collegati ad un cloud data-base. Il TAG può essere letto dallo smartphone del potenziale acquirente che, in tal modo, ne verifica l’autenticità grazie all’info che gli perviene dal cloud. Trattasi di una tecnologia evoluta che – però - a nostro avviso, genera lo stesso livello di affidabilità di etichette a doppio codice di autenticazione, leggibili anch’esse sempre via smartphone.

(N2) Per aggiornate informazioni in tema di falso-extravergine si veda quanto presentato da Il fatto Alimentare.