Il costo economico della contraffazione nel settore degli alcolici e dei vini, e le tecniche di manipolazione meccanica

12 dicembre 2016

Recentemente l’Ufficio dell’UE per la proprietà intellettuale (EUIPO) ha curato un interessante studio che fornisce importanti indicazioni circa le conseguenze negative della contraffazione in tale settore per le imprese vittime, i governi e i consumatori e, in ultima analisi, la società nel suo insieme. In particolare, citando dal rapporto: “Si calcola che le industrie legittime perdano circa 1,3 miliardi di EUR di entrate all’anno a causa della presenza di alcolici e vini contraffatti nel mercato dell’UE, per una percentuale pari al 3,3 % delle vendite di questi settori” (grassetto di redazione).

E ancora (citando): “Questo calo delle vendite si traduce in una perdita diretta di quasi 4 800 posti di lavoro. Questo dato non tiene conto dell’effetto delle importazioni, perché in questi casi gli effetti correlati sull’occupazione si manifestano al di fuori dell’UE. Non tiene conto nemmeno delle perdite subite dai produttori dell’Unione europea come conseguenza della contraffazione nei mercati esterni all’UE. Le perdite di posti di lavoro stimate nell’UE riguardano dunque beni prodotti e consumati all’interno dell’Unione”. L’analisi economica in parola di è concentrata su un ambito statisticamente individuato da due comparti:

-Distillazione, rettifica e miscelatura di alcolici, ovvero:

produzione di bevande alcoliche distillate: whisky, brandy, gin, liquori, ecc.; produzione di bibite mescolate con bevande alcoliche distillate; miscelatura di alcolici distillati e,

-Produzione di vini da uve, ovvero:

produzione di vini; produzione di vini spumanti; produzione di vini da mosto di uve concentrato; miscelatura, trattamento e imbottigliamento di vini; produzione di vini a basso tasso alcolico o analcolici.

Ebbene, a questo riguardo gli economisti hanno stimato i costi diretti della contraffazione, in termini di calo delle vendite per le imprese legittime, i costi indiretti, ascrivibili al fatto che, sul piano macroeconomico, se le vendite di un settore si riducono a causa della contraffazione, tale settore acquista meno prodotti e servizi dai suoi fornitori,provocando un calo delle vendite ed effetti corrispondenti sull’occupazione in altri comparti economici. Hanno poi misurato statisticamente anchela conseguente perdita di entrate fiscali per lo Stato, in particolare le imposte sul reddito e i contributi sociali, le imposte sulle società e le imposte indirette, quali le accise o l’IVA.

( A questo proposito ci permettiamo di sottolineare, però, che non sono stati in tale schema considerati i costi indotti connessi alla contraffazione . Vale a dire tutte le spese sostenute dai produttori legittimi per impedire o limitare tale fenomeno. Ma ci rendiamo conto della difficoltà di stimare tali costi con metodi econometrici).



UNO SGUARDO D’INSIEME RELATIVAMENTE AL PERIODO: 2008-2013

Secondo lo studio EUIPO così si presenta il settore della produzione di alcolici nella UE: “Il Regno Unito è il più grande produttore di alcolici, con una produzione che vale più di 5 miliardi di EUR, seguita dalla Francia con più di 4 miliardi di EUR. Le esportazioni del Regno Unito rappresentano oltre il 40 % del totale delle esportazioni UE di alcolici. La Francia è anche uno dei principali esportatori di alcolici, e rappresenta quasi il 30 % delle esportazioni totali extra UE. Il settore impegnato nella distillazione, nella rettificazione e nella miscelatura di alcolici nell’UE è costituito da 5.500 imprese, la maggior parte delle quali sono piccole e medie imprese, con una media di meno di 10 lavoratori per impresa”.

Mentre il settore dei vini viene così descritto: “La produzione di vini nell’UE nel periodo 2008-2013 è stata pari a 27 miliardi di EUR, come media annua.

I principali produttori europei di vini sono la Francia (9 miliardi di EUR), l’Italia (8 miliardi di EUR) e la Spagna (6 miliardi di EUR). La produzione di questi tre paesi rappresenta l’80 % della produzione di vini totale dell’UE nel 2013. Le esportazioni di vini francesi al di fuori dell’UE rappresentano il 45 % del totale delle esportazioni di vini dell’UE, mentre le esportazioni di vini italiani contribuiscono per un ulteriore 25 % delle esportazioni extra UE. Entrambi i paesi hanno quote di mercato simili nel commercio intra UE. Il settore della produzione di vini dell’UE include 10.900 imprese, di cui 3.700 si trovano in Spagna, 1.800 in Italia e meno di 1.500 in Francia” .

I COSTI DIRETTI DELLA CONTRAFFAZIONE

Si tratta di una stima delle mancate vendite che i produttori legittimi di alcolici e vini nell’UE subiscono ogni anno a causa della contraffazione che, per la UE nel suo complesso è stata misurata come pari al 4,4 % del consumo di alcolici (740 milioni di EUR) e al 2,3 % del consumo di vini (530 milioni di EUR). Considerando entrambi i prodotti, il calo delle vendite totale rappresenta il 3,3 % del consumo nell’UE ed equivale, come già indicato, a 1,3 miliardi di EUR.

Per esaminare come si distribuisce questo effetto di minori vendite tra i paesi membri, si consideri la seguente tabella, ripresa dallo studio EUIPO in parola (N1). Dove si può notare come l’Italia rientri tra i paesi vittime più massicciamente colpiti dal fenomeno, con i suoi 162 Mio Euro di mancate vendite di vini e alcolici, inferiori solo ai 263 Mio della Spagna. Da osservare poi che 4 soli paesi: Italia, Francia, Germania e Spagna totalizzano nel complesso il 55,6% del valore complessivo delle mancate vendite di tutti i 27 paesi membri UE.



Tabella delle stime del calo delle vendite per ogni paese



QUANDO LE AZIONI DI TRUFFA COMMERCIALE SI COMBINANO CON QUELLE DELLA CONTRAFFAZIONE E DEL LOOK-ALIKE


Indagini diverse da quella dell’EUIPO forniscono un quadro illustrativo delle tecniche “manipolative” applicate alle bottiglie (N2) per la produzione del contraffatto. In primo luogo le copie fake delle bottiglie dei vini e dei liquori risultano prodotte da imprese con nomi spesso simili a quelli dei produttori legittimi; tali fake vengono poi venduti in mercati nei quali i consumatori hanno scarsa familiarità con i marchi degli alcolici. Al fine, ad esempio, di evitare gli ostacoli creati dalla riproduzione di bottiglie a disegno registrato, in Cina i contraffattori-truffatori tendono a riutilizzare le stesse bottiglie originali vuote che riescono a procurarsi con successo. Quando non si riesce ad utilizzare bottiglie e relative etichette originali, le nuove etichette presentano qualche errore od imperfezione nella dicitura dell’etichetta, rispetto a quella del prodotto originale (spelling mistakes on the labels) che – però - può sfuggire ad un occhio non esperto. Nel caso di vini di grandi marchi, destinati quindi ad una platea di esperti, in Cina tale truffaldino sistema viene inoltre utilizzato per sostituire il contenuto – ad es. di una bottiglia di Chateau Lafite 82 - con quello, molto meno costoso, di un Chateau Lafite 85.

L’altra inevitabile azione truffaldina in Cina è poi quella di ritappare tali bottiglie con tappi e chiusure simili a quelli dell’originale. Così che alcuni famosi produttori europei di vino chiedono ai ristoratori cinesi di spaccare sia le bottiglie che le capsule dei vuoti.

Usualmente 3 sono i fattori di MKT ed istituzionali che stanno alla base del fenomeno: - l’elevatezza del prezzo del prodotto – la forte notorietà di un brand – l’elevato livello di tassazione degli alcolici. Secondo la citata indagine (N2) basta la presenza di almeno due dei suindicati fattori su di un mercato per generare attività non solo di contraffazione, ma talora anche di contrabbando. Tanto che la percentuale di prodotti alcolici contraffatti, sul totale venduto, secondo l’International Center for Alcohol Policies, sarebbe prossima al 30% a livello mondiale.

I PERICOLI PER LA SALUTE

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che nel sud-est asiatico bevande alcoliche autoprodotte a livello domestico potrebbe raggiungere il 70% del prodotti alcolici consumati. Anche se – come prevedibile - la maggior parte del contraffatto di settore viene realizzata in Cina. Informazioni reperibili su IlSole24Ore del 13.06.2016 – che riportano dati di China Wine Statistics - indicano come il numero dei bevitori di vino in Cina sia raddoppiato tra il 2011 ed il 2015, passando da 19 a 38 milioni, ma anche che una bottiglia di vino su tre sia falsa, con le pericolose conseguenze che ne possono derivare per la salute, dato che l’alcol isopropilico utilizzato per la produzione di questi vini fake può risultare letale, tanto da potersi parlare di vini killer in taluni casi.

Cina a parte, l’indagine Vandagraf (N2) riporta ancora la notizia di vini realizzati a base di etanolo, così come il fatto che: “criminal counterfeiters also uncaringly use lower cost chemichally distinct types of alcohols that are dangerous for human consumption”.

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(N1) Il report EUIPO, riferendosi ai positivi esiti di una operazione anticontraffazione realizzata da Interpol ed Europol, (Opson IV), segnala come: “In Grecia gli agenti hanno scoperto tre fabbriche illegali di alcolici contraffatti e la polizia ha sequestrato materiali utilizzati nel processo di produzione, tra cui etichette, tappi e bottiglie vuote, oltre a più di 7.400 bottiglie di bevande false ed etichette contraffatte. Mentre nel Regno Unito le autorità hanno recuperato quasi 10.000 litri di alcolici adulterati, come vino, whisky e vodka”.

(N2) L’utile white paper della Vandagraf International: “Wines & Spirits”, scritto da J. Bevan e J. Plimmer – Novembre 2015 - fornisce un quadro esaustivo, ed al tempo stesso allarmante, delle modalità attuative di tale truffe a fini di contraffazione. Secondo quanto riportatovi in tema di “linee di produzione del contraffatto” in Gran Bretagna la polizia doganale ha sequestrato 10.000 bottiglie di vodka contraffatta, prodotte da una linea in grado di riempire 24 bottiglie al minuto.

Infine vogliamo chiudere con una nota positiva, vale a dire la notizia che in Italia, finalmente, il 28 Novembre 2016, è stato approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera, in sede legislativa, IL TESTO UNICO SUL VINO che - all’art 74 - introduce significative sanzioni amministrativo-pecuniarie per le violazioni perpetrabili in tema tanto di etichettatura, che di concorrenza sleale, nel settore vinicolo.
Naturalmente dedicheremo una prossima news e maggiori dettagli esplicativi a questo importante progetto di legge.