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I requisiti richiesti al software per essere tutelabile

9 maggio 2017

Qual è il limite per la brevettabilità di un software?
Il Software, per essere tutelabile, deve necessariamente rispettare quelli che sono i requisiti richiesti per qualsiasi invenzione: deve possedere carattere tecnico (cioè presentare caratteristiche tecnologiche sostanziali e non puramente commerciali o matematiche), e deve possedere la novità, l’attività inventiva e l’applicabilità industriale.
In alternativa, il software può essere tutelato mediante la Legge sul Diritto d’Autore.
Il software, può trovare protezione essenzialmente tramite due istituti: quello del brevetto per invenzione e quello del diritto d’autore.
La tutelabilità del software tramite il brevetto per invenzione è soggetta ai requisiti di industrialità e di livello inventivo che condizionano la brevettabilità di qualsiasi invenzione.
Stando al requisito dell’industrialità, il software risulta proteggibile laddove contribuisca alla soluzione di un problema tecnico(corsivo di redazione). Così ad esempio macchine, processi di produzione e sistemi di comando che siano controllati tramite un determinato software risultano suscettibili di protezione brevettuale.
Il principale vantaggio della protezione offerta dal brevetto è costituito dal fatto che la protezione brevettuale non si limita a impedire la copia brutale del programma (come nel copyright) potendosi invece focalizzare sulle idee di soluzione, di portata più ampia ed essenziale, che sono alla base dello stesso, così da non risultare più sufficiente discostarsi dalla sua forma espressiva (scrittura) per poterne aggirare la protezione.
La legge brevetti italiana (Art.12 c.2/b), come pure la Convenzione sul Brevetto Europeo e la legislazione di altri paesi, escludono la protezione dei programmi per elaboratori in sé e in particolare la protezione di programmi di applicazione in un generico PC.
Tale esclusione tuttavia nella giurisprudenza di alcuni Uffici Brevetti è stata oggetto di alcuni distinguo miranti a riconoscere la proteggibilità di un programma di applicazione generica tutte le volte che è ravvisabile in esso la soluzione di un problema tecnico o un qualche effetto tecnico.
Così ad esempio presso l’Ufficio Brevetti Europeo è stata riconosciuta la proteggibilità di programmi che durante la loro esecuzione miglioravano sotto alcuni aspetti le prestazioni e le modalità operative del computer.
Il copyright offre sostanzialmente protezione unicamente nei confronti della pura copia brutale del software.
La legge sul diritto d’autore, originariamente concepita per proteggere le opere dell’ingegno di natura estetica (quali le opere letterarie, musicali, figurative, teatrali, cinematografiche, etc.), nel 1992 ha esteso il suo ambito di protezione ai programmi per elaboratore. Questa forma di protezione del software presenta il vantaggio di non essere necessariamente onerosa (in quanto non esige obbligatoriamente le formalità della registrazione) e di non richiedere particolari requisiti di originalità di contenuto.
Infatti, così come nei confronti delle opere letterarie, la legge sul diritto d’autore limita la sua protezione alle pure forme espressive con esclusione del loro contenuto, allo stesso modo nei confronti del software la legge limita la sua protezione alla mera modalità di scrittura dello stesso con espressa esclusione (Art.2 d.a.) di ogni suo contenuto o idea ad esso sottostanti (vale a dire di ogni algoritmo risolutivo e procedura seguiti nel programma per il raggiungimento dei suoi scopi).


Avv. Claudia Roggero e Valentina Mayer
Per gentile concessione dello studio legale Dandi-Media – www.dandi.media