Cina e orologi di lusso contraffatti

18 gennaio 2013

(Per info: Il Sole 24 ore del 18/01/2013 articolo a firma Chiara Beghelli)

Lo scorso anno a Dubai gli agenti anticontraffazione hanno fatto un blitz in un grande department store ove si vendevano luxury watches (e non solo) contraffatti, realizzando in tal modo l’operazione Habibi. I marchi storici dell’orologeria svizzera stimavano – già nel 2009 – la presenza di un mercato parallelo con un fatturato di un miliardo di $ e c.a. 40 milioni di pezzi venduti, pari al 142% della produzione originale svizzera. Ma per l’industria degli orologi di lusso il maggior terreno di lotta alla contraffazione si svolge – e svolgerà – sul web. Già dallo scorso anno, infatti, la federazione dell’industria dell’orologeria svizzera si è dotata di un sofisticato software che intercetta e analizza siti che vendono falsi, per poi contattarli intimandogli di chiudere. In tre soli mesi ne sono riusciti a chiudere 250. Sofisticate risultavano anche le modalità per nascondere l’orologio durante la spedizione: sono stati trovati orologi di grandi march nascosti in cani-giocattolo od incastrati in una cassa audio. La Cina rimane il paese con il mercato più fiorente sia per l’acquisto degli originali luxury watches da parte dei nuovi ricchi, sia per la produzione dei contraffatti. Ogni anno la federazione svizzera compie più di 3.000 raid in quel paese, ove la sofisticazione ha raggiunto il livello estremo di riuscire a riprodurre nel contraffatto lo stesso odore di vaniglia tipico del cinturino dell’originale Hublot Big bang.