Autorità doganali contro i falsi dell’e-commerce

2 febbraio 2014

Un nuovo regolamento

Il primo gennaio scorso è entrato in vigore il nuovo Regolamento UE n 608/2013 che amplia e migliora l’intervento di intercettazione di merci sospette in dogana. Trattasi di norme inerenti specificatamente la tutela dei diritti di proprietà intellettuale che può essere esercitata dalle dogane nazionali e che si applica, tra l’altro, a: marchi, brevetti, disegni, modelli, diritti d’autore, indicazioni di origine, topografie di prodotti, semiconduttori, ecc.

Non si applica, però,  alle merci prive di carattere commerciale contenute nei bagagli personali dei viaggiatori, né a quelle la cui fabbricazione è effettuata da una persona debitamente autorizzata da un titolare del diritto a produrre un certo quantitativo di merci, ma che sono prodotte in quantità superiore a quella convenuta tra tale persona e il titolare del diritto.

Trattasi pertanto, come può facilmente intendersi, di moltissime merci commercializzate on-line e rappresentate dalle migliaia di spedizioni di modesto importo e di medio-piccolo volume. In base al Regolamento deve ritenersi “piccola spedizione”  quella postale – o a mezzo corriere - di peso fino a a 2 chilogrammi e contenente al massimo di 3 prodotti.

         E’ importante richiamare alcune definizioni preliminari del Regolamento, prima di prendere in esame quelle sospettabili  di violazione di un diritto di proprietà intellettuale.

Le merci contraffatte vengono infatti indicate come:

a)     le merci oggetto di un atto che viola un marchio nello Stato membro in cui si trovano e cui sia stato apposto senza autorizzazione un segno che è identico a quello validamente registrato per gli stessi tipi di merci, o che  non possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio;

b)     le merci oggetto di un atto che viola un’indicazione geografica nello Stato membro in cui si trovano e su cui sia stato apposto un nome o un termine protetto rispetto a tale indicazione geografica o che sono descritte da tale nome o termine;

c)     l’imballaggio, l’etichetta, l’adesivo, il prospetto, il foglio informativo, il documento di garanzia e ogni altro elemento analogo, anche presentati in modo distinto, oggetto di un’azione che viola un marchio o un’indicazione geografica, che contiene un simbolo, un nome o un termine che è identico ad un marchio validamente registrato o a un’indicazione geografica protetta, o che non possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio o indicazione geografica, e che può essere usato per gli stessi tipi di merci per cui sono stati validamente registrati il marchio o l’indicazione geografica; 

Mentre le  merci usurpative vengono descritte come:

le merci oggetto di un’azione che viola un diritto di autore o un diritto connesso o un disegno o modello nello Stato membro in cui le merci sono state trovate e che costituiscono o contengono copie fabbricate senza il consenso del titolare del diritto d’autore o del diritto connesso o del disegno o modello, o di una persona da questi autorizzata nel paese di produzione;

 

Precondizioni per l’ intervento delle autorità doganali

Nel prosieguo sono sottolineati i criteri ed i contenuti in base ai quali vengono individuate dalle Dogane le merci sospettate di violare un diritto di proprietà intellettuale.

Ovverosia quelle per le quali vi sono ragionevoli motivi di ritenere che, nello Stato membro in cui sono state trovate, sono a prima vista:

a) merci oggetto di un’azione che viola un diritto di proprietà intellettuale in tale Stato membro;

b) dispositivi, prodotti o componenti principalmente progettati, prodotti o adattati con la finalità di rendere possibile o di facilitare l’elusione di qualsiasi tecnologia, dispositivo o componente che, durante il suo normale funzionamento, impedisce o limita gli atti relativi a opere non autorizzati dal titolare del diritto d’autore o di qualsiasi diritto connesso e che riguardano un’azione che viola detti diritti in tale Stato membro;

c) qualsiasi stampo o matrice specificamente destinato o adattato alla fabbricazione di merci che violano un diritto di proprietà intellettuale, se tali stampi o matrici riguardano un’azione che viola un diritto di proprietà intellettuale in tale Stato membro;                 

Il regolamento individua e classifica le persone fisiche o giuridiche (potenziali vittime della contraffazione) ammesse ad avviare, con apposita domanda di protezione doganale alle autorità, un procedimento al fine di determinare se un diritto di loro proprietà intellettuale è stato violato. Trattasi, nel caso di una domanda a livello “nazionale”, fondamentalmente delle persone o entità autorizzate dal titolare del diritto a proporre un’azione per determinare se il diritto di proprietà intellettuale è stato violato, così’ come delle associazioni nazionali rappresentanti i produttori di prodotti con indicazioni geografiche.

 

Novità nell’intervento delle autorità doganali

Fino al 31.12.2013, in caso venissero intercettate spedizioni sospette in dogana, erano i titolari della proprietà intellettuale violata che avevano presentata la domanda di protezione doganale a dovere confermare l’esistenza e gli estremi della contraffazione sospettata, con conseguente obbligo per le autorità doganali di fornire notizia di reato alla Procura, e con avvio del conseguente iter giudiziario. E tutto ciò anche per le “piccole spedizioni”.

Grazie all’art 23 del nuovo Regolamento 608, invece,  le merci sospettate di violare un diritto di proprietà intellettuale possono essere distrutte sotto controllo doganale senza che sia necessario determinare se un diritto di proprietà intellettuale sia stato violato a norma del diritto dello Stato membro in cui si trovano le merci, se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti:

a)    il titolare della domanda di protezione ha 1) confermato per iscritto alle autorità doganali, entro dieci giorni lavorativi, o tre giorni lavorativi nel caso di merci deperibili, dalla notifica della sospensione dello svincolo o del blocco delle merci, di essere convinto che un diritto di proprietà intellettuale è stato violato;

2) confermato per iscritto  il proprio accordo alla distruzione delle merci, entro dieci giorni lavorativi, o tre giorni lavorativi nel caso di merci deperibili, dalla notifica della sospensione dello svincolo o del blocco delle merci;

      b) il dichiarante o il detentore (ovverosia il proprietario, lo spedizioniere o il destinatario) delle merci hanno confermato per iscritto alle autorità doganali il proprio accordo alla distruzione delle merci, entro dieci giorni lavorativi, o tre giorni lavorativi nel caso di merci deperibili, dalla notifica della sospensionedello svincolo o del blocco delle merci.

 

Clausola del silenzio-assenso.

E’ inoltre previsto che, se il dichiarante o il detentore delle merci non hanno confermato il proprio accordo alla distruzione delle merci né hanno notificato la propria opposizione a tale distruzione alle autorità doganali entro i suddetti termini, le autorità doganali possono ritenere che gli stessi abbiano confermato il proprio accordo alla distruzione di tali merci.

Ne conseguono importanti vantaggi per le numerose aziende del nostro Made in Italy  che possono ora tirare un respiro di sollievo, non dovendo più destinare risorse umane e finanziarie al sostegno dei tanti iter processuali necessari a  contrastare la moltitudine dei  reati di  contraffazione connessi alla mole delle spedizioni dell’e-commerce di tipica provenienza orientale.