Un negozio-bandiera (Flagship Store), può essere registrato come marchio

18 luglio 2014

Una interessante sentenza della CGE, Corte di Giustizia Europea (N. C-421/13) ha consentito la registrazione, come marchio commerciale, dell’immagine tridimensionale dell’allestimento di un negozio-bandiera.
Trattasi in particolare del caso della Apple, che negli USA aveva appunto registrato nel 2010 un "three-dimensional trade-mark" con l’immagine a colori dell’interno tipico dei suoi negozi, allestiti con tavoli allineati secondo un design, un profilo ed uno sfondo particolari, che intendono renderli riconoscibili immediatamente, agli occhi dell’acquirente, appunto come negozi Apple.
L’ufficio Brevetti e Marchi tedesco ne aveva però negato l’estensione in Germania eccependo che la descrizione dello spazio che ne conseguiva non risultava essere altro che la descrizione di un aspetto essenziale dell’attività di tale impresa. E che tale allestimento non avrebbe indotto il consumatore a percepirlo anche come indicatore dell’origine dei prodotti in esso venduti.
Apple era allora ricorsa alla Corte Federale dei brevetti tedesca, la quale richiedeva a sua volta un parere in merito alla CGE.
La decisione di questa ultima è altamente innovativa sul piano delle politiche di difesa commerciale – ma anche per i clienti a caccia di beni ad elevato contenuto di fashion - in quanto ha stabilito che, affinché un flagship store possa assurgere al rango di marchio, è necessario il contemporaneo soddisfacimento di tre essenziali requisiti, oltre a soddisfare anche le indicazioni prescrittive al riguardo contenute nella Direttiva CE 2008/95 sui marchi:
- il contenuto commerciale che si intende tutelare deve a) essere costituito da un segno, b) tale da potere essere riprodotto graficamente, ma che soprattutto, c) deve essere idoneo a consentire di distinguere i prodotti di una impresa da quelli delle altre imprese. Secondo la Corte di giustizia Europea il marchio proposto dalla Apple risponde ai predetti requisiti, dato che il carattere distintivo e particolare dell’allestimento proposto riesce ad esercitare un effetto di riconoscibilità presso l’ambiente esterno, quello degli acquirenti.
Ma da tale decisione non consegue che tutti i "signs" di flagship stores che verranno in futuro proposti ai competenti uffici nazionali per la registrazione come marchio, debbano essere necessariamente accettati.
Il comunicato stampa della Corte - che sintetizza i tratti salienti di questa decisione - al riguardo dice testualmente: “ It is also by a case-by-case assessment that the competent authority must determine whether the sign is descriptive of the characteristics of the good or services concerned, or whether it gives rise to one of the other grounds for refusing the registration laid down in the Directive”.