DIRITTO d’AUTORE: Quanto è equo questo compenso?

18 luglio 2014

Il decreto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali finalizzato ad applicare una ritenuta sul prezzo dei devices digitali è stato pubblicato sulla Gaz.Uff. n 155 del 7/7/2014.
Come noto, si tratta di un prelievo fiscale istituito nel presupposto che ciascuno dei devices indicati nel Decreto ministeriale sia utilizzato per scaricare contenuti coperti dal diritto d’autore. Con ciò imponendo una sorta di pagamento a priori dell’utilizzo successivo di copie private protette da copyright.
L’Italia non è il primo paese ad applicare una tale forma di prelievo, presente già in Francia e Germania, solo per citare alcuni esempi. Mentre la UE in data 1 luglio scorso ha emesso due comunicazioni in materia di tutela dei diritti di proprietà intellettuale (con riferimento rispettivamente all’ambito UE ed ai paesi terzi) e sta inoltre per produrre un libro bianco sul diritto d’autore mirato a fornire una cornice giuridica entro la quale armonizzare il più possibile le varie ed eterogenee legislazioni nazionali in materia.
Nel caso del prelievo per copia privata, infatti, si assiste ad evidenti discrepanze legislative tra i paesi membri, tanto nelle modalità di applicazione della normativa che nei livelli delle tariffe del prelievo.
Il decreto ministeriale in parola stabilisce che il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi- è stato determinato nella misura tariffaria stabilita anche "al fine di definire un punto di equilibrio tra le opposte esigenze, di assicurare, da un lato, la giusta remunerazione dell'attività creativa e artistica degli autori e degli interpreti o esecutori, nonché dei produttori, con un'adeguata protezione giuridica dei diritti di proprietà intellettuale, e, dall'altro lato, un'incidenza proporzionata e ragionevole del meccanismo di prelievo alla fonte destinato ad alimentare il suddetto equo compenso, tale da non colpire in modo eccessivo i settori produttivi interessati dal prelievo medesimo”.
Per meglio capire la portata applicativa di tale prelievo alla fonte, si consideri che il Decreto si applica ad apparecchiature che sono fornite di: supporto ottico, magnetico o digitale, idoneo alla registrazione di fonogrammi e videogrammi, ivi incluse le memorie o hard disk. E che intende: per memoria o hard disk qualsiasi dispositivo fisso o trasferibile che consenta la registrazione, la conservazione e la rilettura dei dati, e per memorie fisse si intendono quelle stabilmente residenti in uno dei dispositivi previsti all'art. 2 lettere r), s), t), u), v), w), x) dell’Allegato al Decreto.
Per farla breve, di seguito si sono indicati i compensi richiesti in relazione ad alcune categorie di devices ed alla loro capacità. Nel caso di:

a)memoria o hard disk integrato in dispositivi di telefonia mobile con schermo "touchscreen" o similare e/o con tastiera completa Qwerty/Qwertz, dotati di un sistema operativo (c.d. smartphone) oppure integrato in dispositivi con schermo "touchscreen" o similare che possono connettersi alla rete internet attraverso Wi-fi, 3G, 4G o similare (c.d. tablet):

Compenso per CategoriaCapacità
€ 3,00 fino a 8 GB
€ 4,00 da >8 GB fino a 16 GB
€ 4,80 da >16 GB fino a 32 GB
€ 5,20 da >32 GB


b)Memoria o hard disk integrato in un lettore portatile Mp3 e analoghi o altro apparecchio Hi-Fi:

Compenso per Categoria Capacità
€ 0,64 fino a 128 MB
€ 2,21 da >128 MB fino a 512 MB
€ 3,22 da >512 MB fino a 1 GB
€ 5,15 da >1 GB fino a 5 GB
€ 6,44 da >5 GB fino a 10 GB
€ 7,73 da >10 GB fino a 15 GB
€ 9,66 da >15 GB fino a <20 GB
€ 12,88 20 GB e oltre


c) Memoria o Hard Disk integrato in un videoregistratore, decoder di qualsiasi tipo satellitare, terrestre o via cavo ed apparecchiature similari, apparecchio TV:

Compenso per Categoria Capacità
€ 6,44 fino a 40 GB
€ 9,66 da >40 GB fino a 80 GB
€ 12,88 da >80 GB fino a 120 GB
€ 16,10 da >120 GB fino a 160 GB
€ 22,54 da >160 GB fino a 250 GB
€ 28,98 da >250 GB fino a <400 GB
€ 32,20 da >400 GB e oltre


In pratica si passa da un prelievo: di 3 euro per uno smartphone, di oltre 4 euro per un tablet ed di più di 5 Euro per un PC.
Le principali obbiezioni che si sono state indirizzate a tale sorta di accisa occulta in aumento del prezzo del bene riguardano non solo e non tanto il quantum della tariffa, quanto piuttosto il fatto che il fenomeno della duplicazione non risulta in crescita negli ultimi anni.
Un articolo de Il Sole 24 Ore del 24/06/2014 a firma di Alessandro Galimberti, riportando i risultati di una rilevazione di Quorum/Youtrend, evidenziava che oggi solo il 13,5% dei possessori di devices duplica o scarica una copia privata di films, musica, od altro, dato che si preferisce sempre di più il collegamento streaming, ovverosia in assenza di registrazione previa.
In merito, dunque, alla congruità di una siffatta tipologia di prelievo, come si è visto risultante da una attenta mediazione di posizioni molto contrapposte, non possiamo che esprimerci augurandoci che le relative tabelle del prelievo siano riviste con cadenza almeno biennale. In modo da tenere conto di quelle che sono le reali tendenze del mercato in tema di "copia privata", dell’andamento della capacità di spesa dei consumatori e, soprattutto, delle impellenti esigenze di una loro uniformazione all’interno dei mercati dei vari Stati UE.