Decreto Sviluppo: Nuove agevolazioni per le Imprese Agricole, della Pesca e dell’Acquacoltura e - in particolare - per quelle in rete (D.L 91/14 conv. con L. n 116/2014)

10 settembre 2014

Istituzione di un credito d’imposta per l’incentivazione dei contratti di rete (Art 3) Al fine di incentivare la creazione di nuove reti di imprese ovvero lo svolgimento di nuove attivita' da parte di reti di imprese gia' esistenti, alle imprese che producono prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura, di cui all'Allegato I del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, nonche' alle piccole e medie imprese, come definite dal regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che producono prodotti agroalimentari, della pesca e dell'acquacoltura, non ricompresi nel predetto Allegato I, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, e' riconosciuto (fatti salvi i limiti previsti dall'ordinamento europeo e nel limite di spesa di 4,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 12 milioni di euro per l'anno 2015 e di 9 milioni di euro per l'anno 2016), un credito d'imposta nella misura del 40 per cento delle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonche' per la cooperazione di filiera, e comunque non superiore a 400.000 euro, nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi. Agevolazioni connesse alle imprese in “contratto di Rete” - Art 6-bis del D. L. in parola Fatti salvi i limiti previsti dall'ordinamento europeo, le imprese agricole, forestali e agroalimentari organizzate con il contratto di rete di cui all'articolo 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, per le finalita' proprie del medesimo contratto di rete, a parita' delle altre condizioni stabilite da ciascun documento di programmazione, acquisiscono priorita' nell'accesso ai finanziamenti previsti dalle misure dei programmi di sviluppo rurale regionali e nazionali relativi alla programmazione 2014-2020. (In proposito si ricordano anche i vantaggi fiscali cui il contratto di rete da diritto, come quelli - Dl 78/2010 conv.L 122/2010 - che prevedono la sospensione dell’ imposta sugli utili d’esercizio, se accantonati e destinati al fondo per realizzare gli investimenti del programma comune.) La Rete del lavoro agricolo di qualita' istituisce una nuova forma di agevolazione per le imprese agricole, dato che l’art. 6 del citato Decreto così recita: E' istituita presso l'INPS la Rete del lavoro agricolo di qualita' alla quale possono partecipare le imprese agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile in possesso dei seguenti requisiti: non avere riportato condanne penali per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui alla lettera a);essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. Alla Rete del lavoro agricolo di qualita' sovraintende una cabina di regia composta da rappresentanti del Ministero del lavoro, del Ministero delle politiche Agricole, del Ministero dell'economia, dell'INPS, della Conferenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Ed è a tale cabina di regia che, in via telematica, le imprese agricole devono rivolgere domanda per l’iscrizione a detta Rete. - Vantaggio derivante dall’iscrizione: Il Ministero del lavoro e l'INPS, fermi restando gli ordinari controlli in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, orientano l'attivita' di vigilanza nei confronti delle imprese non appartenenti alla Rete del lavoro agricolo di qualita' salvi i casi di richiesta di intervento proveniente dal lavoratore, dalle organizzazioni sindacali, dall'Autorita' giudiziaria……e fatta salva tutta una serie di casistiche a rilevanza giuridica. - Per concludere: atteso che il principio ispiratore di siffatta norma appare in linea con quello di vigilanza prudenziale istitutivo delle “white lists”, ovverosia degli elenchi delle imprese che eseguono lavori pubblici, la domanda che però ci si pone a questo punto è la seguente: considerata l’attenzione in atto da parte governativa alle tematiche della semplificazione e della sburocratizzazione, non sarebbe stato sufficiente utilizzare il Rating di legalità a tale proposito? Magari ritagliandone una configurazione più ristretta di indicatori di legalità, alla stregua di quanto appunto richiesto per la qualifica di Rete del lavoro agricolo di qualità!!