Nuove agevolazioni finanziarie e fiscali in arrivo anche per chi produce Made in Italy

1 ottobre 2014

In un momento di profonda crisi economica con deflazione, come quello attuale, è opportuno che la salvaguardia del patrimonio ad un tempo culturale, professionale ed industriale che sta alla base del nostro Made In si sostenga ricorrendo a tutte le forme di supporto agevolativo disponibili – mai così numerose considerando sia quelle vigenti che quelle di prossima entrata in vigore - e rivolte tanto agli investimenti che alla patrimonializzazione aziendale.
Si tratta chiaramente di una molteplicità di agevolazioni fiscali e finanziarie, ma concentriamoci sulle principali:

  • L’ACE (Aiuto alla Crescita Economica), riservato ad imprese di natura commerciale, che consente la possibilità di dedurre dal reddito fiscale una percentuale degli utili reinvestiti, e anche dei nuovi capitali investiti dai soci nell’azienda. Con Legge di Stabilità le aliquote percentuali degli utili da portare in deduzione fiscale sono state incrementate: dal 3% iniziale, al 4% per l’anno 2014, al 4,5% per il 2015, ed al 4,75% per il 2016. A beneficio, dunque, della patrimonializzazione delle imprese. Come noto, infatti, il nostro paese si connota per una elevatissima percentuale di PMI a basso livello di capitalizzazione.
    Perché è importante questa agevolazione fiscale? Perchè tale basso livello di patrimonializzazione aziendale concorre a tenere correlativamente basso il quantitativo di credito bancario cui le PMI possono accedere, in ragione delle politiche di attenta avversione al rischio poste in atto dalle banche in questa fase di crisi economica, nel rispetto dei vincoli di Basilea.

    Finanziamenti agevolati per la Patrimonializzazione
  • SIMEST. Le PMI esportatrici possono richiedere alla Simest Spa un finanziamento agevolato per il miglioramento e la salvaguardia della propria solidità patrimoniale, al fine di accrescere la propria competitività sui mercati extra-UE. Deve trattarsi di imprese che abbiano realizzato, in ciascuno dei tre esercizi precedenti a quello di presentazione della domanda, un fatturato estero la cui media sia pari ad almeno il 35 per cento del fatturato aziendale totale.
    L’importo del finanziamento è stabilito nel limite del 25% del patrimonio netto del richiedente, risultante dall’ultimo bilancio approvato prima dell’esame della domanda di finanziamento stesso.

    Fondo per la Patrimonializzazione
    Inoltre, tra le opportunità di natura finanziaria sancite dall’entrata in vigore del recente Decreto Sblocca Italia, quella che consente - alle imprese con non meno di 150 dipendenti e che si trovino in temporanea difficoltà finanziaria - di attivare processi di consolidamento patrimoniale e di rilancio industriale avvalendosi dell’intervento di un Fondo apposito promosso dal governo.
    L'intervento del Fondo sara' costituito da operazioni di patrimonializzazione al servizio dello sviluppo operativo di piani di medio-termine supportati da idonee prospettive di mercato. Il Fondo sara' sottoscritto da investitori istituzionali e professionali.

  • MCC. A queste agevolazioni vanno aggiunte quelle – vigenti da tempo, ma ora rese anche più aderenti alle nuove esigenze del momento economico – relative alla garanzia (controgaranzia) su prestiti concessi a PMI, gestita dal Fondo Centrale di Garanzia (Mediocredito Centrale).
    Sarebbe troppo lungo accennare a tutte le agevolazioni connesse all’utilizzo di fondi o garanzie rese disponibili dalle Amministrazioni Regionali o dalla UE.
  • SOC. di Assicurazione. Ma è invece opportuno che le aziende sappiano che, con legge n. 116/2014 (conversione del Decreto Sviluppo n. 91/14), è stata prevista l’estensione anche alle soc. di assicurazione di concedere finanziamenti a soggetti diversi dalle persone fisiche e dalle microimprese, come definite dall'articolo 2, paragrafo 1, dell'allegato alla raccomandazione 2003/361/CE. Le modalità operative sono tali per cui anche le banche continueranno ad essere coinvolte comunque assieme alle prime. In quanto l’art 17 bis stabilisce che:
    1. i prenditori dei finanziamenti siano individuati da una banca o da un intermediario finanziario;
    2. la banca o l'intermediario finanziario trattenga un interesse economico nella operazione, pari ad almeno il 5 per cento del finanziamento concesso, trasferibile anche a un'altra banca o intermediario finanziario fino alla scadenza dell’operazione.
    Certo siamo agli inizi di tale nuova procedura estesa, ma è proprio perchè ci si muove in un ambito ancora reattivo alle sollecitazioni degli interessati che potrebbe risultare proficua una buona dose di proattività da parte degli operatori del Made-in-Italy. In questa fase di credit crunch, essi stessi, anche con l’eventuale supporto organizzativo delle proprie associazioni di appartenenza, potrebbero cercare di ideare e proporre una connessione operativa tra una soc. di assicurazione e una delle loro banche.
  • BCE. Infine un miglioramento per l’accesso al credito dovrebbe derivare da una combinazione “virtuosa” dei meccanismi sopra indicati con gli effetti delle manovre impostate dalla BCE. Tltro è l’operazione di finanziamento con la quale la BCE sta fornendo liquidità all’apparato bancario, vincolati all’erogazione di prestiti alle imprese; avendo peraltro già abbassato anche il tasso di rifinanziamento dallo 0,15% allo 0,05%. I benefici potrebbero in particolare emergere per le operazioni bancarie o di factoring relativamente alle condizioni dei fidi per anticipi su operazioni cosiddette auto-liquidanti, molto utilizzate nel caso dell’export del Made in Italy. La BCE interverrà anche nell’acquisto di trances senior di crediti cartolarizzati, consentendo alle banche maggiore liquidità e minori esposizioni rischiose prospettiche. Tale forma di intervento risulterebbe molto utile per la cartolarizzazione di crediti di filiere produttive del Made in Italy. Nelle quali, ad esempio, parte dei crediti bancari concessi a fornitori di una importante firma del fashion, sono in parte garantiti dalla stessa. Ovvero nel caso di crediti erogati ad aziende di un unico distretto terziario-industriale del Made in Italy.
  • MINIBONDS. Infine è utile ricordare che svariati miliardi di finanziamenti sono già stati raccolti da numerose imprese italiane attraverso l’emissione dei cosiddetti minibonds. Trattasi di una tipologia di raccolta fondi forse più adatta alle medie che alle piccole imprese, ma che dimostra come un buon progetto aziendale, fondato su esperienza manageriale, genialità ed adeguata patrimonializzazione, possa premiare chi si crea le condizioni per avere fiducia in un futuro ancora molto incerto per troppi.
  • TURISMO in Italia Se, poi, tra i fattori di attrazione e sviluppo del Made in Italy inseriamo anche il settore alberghiero, è allora doveroso segnalare che il Decreto Sblocca Italia introduce una categoria nuova di unità ricettiva, definita: Condhotel. Spetterà poi ad apposite norme dettagliare nel particolare le condizioni di esercizio dei condhotel, “intendendosi tali gli esercizi alberghieri aperti al pubblico, a gestione unitaria, composti da una o piu' unita' immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettivita' e, in forma integrata e complementare, in unita' abitative a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina, la cui superficie non puo' superare il quaranta per cento della superficie complessiva dei compendi immobiliari interessati”.

(Per la richiesta di ulteriori dettagli su quanto sopra è possibile contattare il nostro sito)