Importanti novità in tema di: Brevetti, Marchi e Disegni industriali

27 febbraio 2015

  • Patent Box.
    L’ultima legge di stabilità (N. 189 del 23/12/2014), ha come noto stabilito un regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi d’impresa derivanti (testualmente) “dall’utilizzo di opere dell’ingegno,da brevetti industriali, da marchi d’impresa, nonché da processi formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, non concorrono a formare il reddito complessivo in quanto esclusi per il 50 per cento del relativo ammontare”. (Da segnalare però che, per potere fruire di tale incentivazione, deve essere nell’impresa condotta anche una attività di ricerca e sviluppo su tali beni così posseduti).
    L’opzionalità è relativa alla scelta, irrevocabile e su base quinquennale, delle poste reddituali da sottoporre a tassazione agevolata. Vale a dire: o i redditi derivanti dall’utilizzazione diretta – od indiretta – dell’asset immateriale, ovvero la plusvalenza derivante dalla cessione dell’asset,unita al reinvestimento della stessa. Si tratta quindi di una agevolazione che ricalca quelle tipiche del cosiddetto Patent Box, finalizzate al contrasto della concorrenza fiscale tra stati ed all’incentivazione dello sviluppo industriale e commerciale nel paese che la applica.
    Anche se per gli anni 2014 e 2015 tale esenzione – della durata di 5 anni sociali - è stata ridotta rispettivamente al 30 e al 40%, è importante sottolineare che, per converso, il DL n 3/2015 (Investment Compact) ha esteso il novero delle fattispecie di beni immateriali agevolabili anche ai marchi di natura esclusivamente commerciale, e a disegni e modelli.
    In tema di investimento della plusvalenza, la novità emersa in sede di chiarimenti con l’Agenzia delle Entrate, è che il diritto all’agevolazione fiscale può però ottenersi solo a condizione di investire non il 90% della sola plusvalenza, bensì il 90% del prezzo loro di cessione, ovviamente superiore a questa ultima.
    Pur tenendo conto di tutte le implicazioni di carattere operativo che tale nuova normativa comporta per le PMI, rimane il fatto che il Patent Box costituisce un pacchetto ad elevata potenzialità di benefici, soprattutto in un momento di credit crunch come quello attuale, nel quale monetizzare un bene intangibile può rappresentare una fonte finanziaria aggiuntiva con la quale sviluppare nuove idee. In tal senso una strategia ottimale potrebbe, ad esempio, essere quella di concedere l’utilizzo all’estero di brevetti già sfruttati adeguatamente in Italia, e non invece di quelli nuovi, incorporanti migliorie e nuove idee creative caratterizzanti il Made in Italy. E poi si pensi all’utilità – di questi tempi - di cedere la proprietà, ovvero i soli diritti di utilizzazione economica, di un marchio o di un brevetto a partners commerciali residenti in paesi esteri nei quali - fino a qualche tempo fa - era facile (o semplicemente possibile) per l’impresa avere una sua presenza diretta sul piano commerciale/distributivo, che invece risulta ora preclusa per imprevedibili problemi di rischio politico o di regime sanzionatorio.
  • Deposito telematico delle domande relative a tali titoli di proprietà industriale.
    Con una importante innovazione di natura organizzativa, la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione ha stabilito che dal 2 febbraio 2015 potranno essere trasmesse da casa, online, direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico, le domande di brevetto, marchio e disegno industriale.
    E questa modalità potrà essere attivata anche con riferimento a domande di brevetto per invenzione industriale e modelli di utilità, domande di registrazione di disegni e modelli e di marchi d’impresa, nonché rinnovi dei marchi, che risultino essere già state presentate.
    Sul piano operativo sarà necessario connettersi a https://servizionline.uibm.gov.it dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e previamente registrarsi compilando un modulo in formato PDF. Si potranno poi compilare in modo semplice e rapido le formalità di deposito, anche avvalendosi della compilazione guidata e controllata dei moduli online.
    Sarà sempre possibile procedere al deposito cartaceo della domanda di brevetto via camere di commercio ma, a partire dal 2 marzo, non sarà più consentito utilizzare la previgente modulistica.
  • Una ulteriore novità riguarda le modalità di pagamento dei diritti relativi ai titoli di proprietà industriale.
    A seguito della Risoluzione 11/E dell’Agenzia delle Entrate, e degli accordi presi con la Direzione per la lotta alla Contraffazione del MISE, i diritti da versare all’atto della domanda di deposito/registrazione, nonché le tasse sulle concessioni governative sui marchi, dovranno essere pagati avvalendosi del Modello F24 versamenti con elementi identificativi, utilizzando i codici a tal fine predisposti: C300 oppure C301, C302 a seconda degli specifici casi.
    Sempre a partire dal 2 Marzo, però, non sarà più possibile servirsi della previgente modulistica - ovverosia dei bollettini di conto corrente postale usualmente utilizzati per le domande di deposito presentate in precedenza – e si dovrà fare uso unicamente del Modello F24.