Cosa la UE potrebbe fare di più e meglio per contrastare contraffazione e pirateria nei paesi terzi cui sono dirette le nostre esportazioni? (Mentre l’Italia sembra finalmente aver accettato le modalità di registrazione del brevetto europeo!)

25 maggio 2015

Il quesito di cui sopra è stato oggetto di un intervento parlamentare dell’eurodeputata Alessia Maria MOSCA, che – nelle vesti di relatore della Commissione Commercio Internazionale UE - ha recentemente fatto approvare un Progetto di Relazione al Parlamento Europeo (2014/2206INI) dal titolo: "Strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi".
Sono numerose ed importanti le proposte contenute nel Progetto, decisamente condivisibili a nostro avviso. In particolare laddove:

  1. si osserva che non vi sia (in ambito UE) una chiara indicazione del coordinamento tra politiche interne ed esterne in materia di tutela dei diritti di proprietà intellettuale DPI;
  2. si considera che la tutela dei DPI deve essere “un primo passo – necessario ma non sufficiente – verso l'accesso al mercato di un paese terzo, poiché la promozione delle esportazioni non produce effetti se non è accompagnata da tutele”;
  3. si deplora che, stante il crescente coinvolgimento della criminalità organizzata nelle violazioni dei DPI, “la convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (convenzione di Palermo) non disponga ancora di un protocollo sulla contraffazione”;
  4. si ritiene che “la tutela dei DPI possa svolgere un ruolo essenziale nella lotta contro la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro e l'evasione fiscale”;
  5. si invitano la “Commissione e gli Stati membri a negoziare e sottoscrivere protocolli d'intesa con le piattaforme online per sopprimere le vendite di merci contraffatte”;
  6. si avanza la proposta di una specifica e concreta strategia per una più efficace tutela delle Indicazioni Geografiche su Internet, invitando la Commissione a collaborare a questo proposito sia con l'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) che con l'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI);
  7. si suggerisce addirittura di introdurre un obbligo per le banche di sanzionare automaticamente le frodi in Internet;
  8. si esprime un importante parere in tema di politica commerciale con paesi ad economie in transizione e a favore del supporto ai prodotti esportabili dalla UE; vale a dire che i criteri da applicare a tali paesi terzi in relazione al sistema di preferenze generalizzate plus SPG+ (in base al quale si possono accordare vaste esenzioni dei dazi, o loro limitata applicazione all’import nella UE), debbano includere la ratifica e l'attuazione – da parte di detti paesi - del trattato sul diritto dei marchi dell'OMPI, dell'atto di Ginevra dell'accordo dell'Aia, dell'accordo di Lisbona per la protezione e la registrazione internazionale delle denominazioni di origine e di altri accordi internazionali inerenti ai DPI;
  9. si fornisce un punto di riferimento imprescindibile per i negoziati degli accordi bilaterali di libero scambio (ved. TTIP) , quando si propone non solo che “debba essere conferita priorità ai capitoli sulla proprietà intellettuale e che le parti negoziali debbano riconoscere che la libertà d'impresa deve presupporre il rispetto dei DPI”, ma anche che “la ratifica dei trattati dell'OMPI debba essere prevista negli accordi bilaterali”;
  10. si suggerisce “che nei paesi terzi in cui le violazioni dei DPI sono più comuni, gli operatori economici e i consumatori dell'UE debbano essere protetti in maniera specifica mediante un numero interno dell'helpdesk DPI”.
In merito all’importanza da attribuire alla tutela dei DPI nei rapporti con i paesi terzi la relazione implicitamente segnala poi come tale tutela risulti di fatto condizionata anche dalla numerosità degli accordi stipulati. E al riguardo così si esprime: “Pur tuttavia, sono pochi gli accordi di rilievo stipulati dopo l'entrata in vigore dell'accordo internazionale sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPS, 1/1/1995 - N1), nonostante i mutamenti tecnologici e sociali abbiamo trasformato il panorama dei diritti di proprietà intellettuale”.

A margine di quanto sopra merita aggiungere una nota positiva sulle tematiche in esame, che riguarda in particolare il nostro paese: ovverosia l’ adesione del nostro governo – finalmente dopo anni di incaponimento idiomatico sulla lingua italiana - alla cooperazione rafforzata in tema di brevetti. Il che significa che anche ai nostri inventori sarà consentito fare valere in blocco – con un unico deposito in lingua inglese, tedesca o francese - la validità del proprio brevetto in tutti i Paesi membri, senza ulteriori aggravi di costo per traduzioni o per registrazioni di convalida in ciascuno di essi.


(N1) L’accordo sui Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights (TRIPS) è un trattato internazionale che il WTO ha organizzato anni fa al fine di determinare gli standard per la tutela dei DPI, e che è stato ufficializzato dal GATT a Marrakech nel 1994, a conclusione del negoziato Uruguay Round. Tale Accordo non si limita a stabilire i requisiti cui le normative dei singoli paesi aderenti devono attenersi a fini di tutela di: copyright, IGP, industrial design, brevetti, marchi, ecc, ma definisce anche le linee guida per l’applicazione delle leggi in tema di protezione dei DPI, per i ricorsi e per le procedure di risoluzione delle controversie.