Brasile: come funziona la tutela di marchi, brevetti e dei diritti di proprietà intellettuale

31 agosto 2015

Il Brasile è membro della WIPO (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale), nonchè del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), ed è firmatario di alcuni dei principali accordi internazionali di protezione.
 

  • la Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale;
  • il Patent Cooperation Treaty, un trattato multilaterale aperto, di cooperazione in materia di brevetti, e gestito dal WIPO;
  • il TRIPS: Trade Related Aspect of Intellectual Property Agreement, un accordo internazionale gestito dal WTO, per la definizione di standard regolatori minimali di gestione dei diritti di proprietà intellettuale;
  • la convenzione di Berna, per la protezione delle opere letterarie ed artistiche.

Ma, ad oggi, il Brasile non ha ancora concluso le valutazioni necessarie a stabilire se divenire firmatario anche di altri importanti accordi:
  • Quelli costituenti il cosiddetto “Sistema Madrid”: Accordo più Protocollo, in tema di registrazione dei marchi internazionali;
  • L'Accordo dell'Aia concernente la registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali.

A partire dal 2004 il paese ha accentuato l’impegno istituzionale in difesa dei diritti di proprietà intellettuale creando - Decreto n 5.244 - il Conselho Nacional de Combate a Pirataria e Delitos Contra a Propriedade intelectual (CNCP), un apposito organismo costituito presso il Ministero della Giustizia.

Dalle informazioni reperibili su tale argomento presso il sito della nostra ambasciata (www.ambrasilia.esteri.it), risulta inoltre che, nel recente passato, la polizia brasiliana abbia confiscato prodotti contraffatti di valore superiore a 810 milioni di USD, costituiti da: prodotti elettronici, riproduzioni illegali di software, supporti multimediali musicali, giocattoli, articoli di abbigliamento, alcolici, tabacchi, prodotti chimici per l’agricoltura, armi e munizioni. Le marche maggiormente contraffatta sono risultate: Microsoft, Nike, Puma, Adidas, Rolex, Bulgari, Omega, Chanel, Montblanc, Ferrari, Luis Vuitton, Prada, Mattell; e gli stati maggiormente coinvolti in tali traffici illeciti: San Paolo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, Paranà, Pernambuco ed altri 3.

Come tutelarsi.

Previa opportuna assistenza di esperti della materia, è possibile tutelarsi presentando le domande di registrazione all’INPI (Instituto Nacional de Propriedade Industrial), sul cui sito appaiono indicate le varie categorie di proprietà industriale/intellettuale registrabili, con le relative modalità esplicative: marchi, brevetti, disegni industriali, software, indicazioni geografiche, contratti per trasferimento di tecnologia, ecc.

In merito al copyright, la Investment Guide to Brasil 2014, documento predisposto da organismi governativi, suggerisce: ”Copyright registration is not required, but it is recommended”.

Peculiarità normative
Marchi: A differenza di quanto previsto dalla normativa di altri paesi, nel sistema brasiliano di protezione dei marchi la tutela dipende esclusivamente dal deposito e non anche dal mero utilizzo. (Anche se il titolare di un marchio noto potrà fare valere i suoi diritti in Brasile ai sensi dell’art 6 bis della Convenzione di Parigi, previo comunque deposito anche in Brasile della domanda di brevetto Ved . (N1).). Inoltre non possono essere registrate come marchi nominativi le citazioni di propaganda, quali: “il migliore”, “il più rapido”, “servizio di qualità” e similari. La durata della protezione legale di un marchio registrato è di 10 anni. Inoltre, ai sensi dell’art,. 139 della legge in parola, il titolare di un marchio potrà sottoscrivere contratti di licenza per l’uso della marchio medesimo, senza pregiudizio del suo diritto di esercitare un controllo sulle specificazioni tecniche, sulla natura e qualità dei prodotti o servizi erogati con il suo marchio. Infine è opportuno ricordare che il titolare perde i suoi diritti, su di un marchio registrato in Brasile, se non vi è stato uso dello stesso per più di 5 anni consecutivi o se – sempre per 5 anni - è stato invece usato con una modifica tale che ha implicato alterazione del suo carattere distintivo originale.

Brevetti: L’articolo 8 della legge brasiliana sulla proprietà industriale, condiziona il deposito di un brevetto alla verifica della sussistenza dei tre seguenti essenziali elementi: novità assoluta, possibilità di sfruttamento industriale, attività inventiva.
La protezione conferita ha durata di 20 anni per le invenzioni, di 15 anni per i modelli di utilità. Lo sfruttamento commerciale di un brevetto deve avere inizio entro i 3 anni successivi alla data della concessione.
E’ significativo rilevare come, ai sensi degli articoli 183 e 186 della citata Legge, siano punite non solo le più comunemente note modalità di utilizzo illecito di un brevetto, ma anche le forniture di un componente di un prodotto registrato, o di un materiale o di un equipaggiamento per realizzare un processo registrato, purchè l’applicazione finale del componente, del materiale o dell’equipaggiamento induca necessariamente all’uso dell’oggetto del brevetto; (pena prevista: reclusione da 1 a 3 mesi, o multa);

Disegni e Modelli industriali. La durata della loro protezione legale è di 10 anni. Inoltre, ai sensi degli articoli n 187 e 188 della citata Legge è punito con una pena di reclusione da 1 anno a 3 mesi, o con multa:
  • non solo chi esporta, vende, espone o offre alla vendita, immagazzina, nasconde o riceve ai fini di lucro, un oggetto che incorpora illecitamente un disegno industriale registrato, o un’imitazione sostanziale che possa indurre in errore o confusione, ma anche
  • chi importa nel paese, un prodotto che incorpora un disegno industriale registrato, o un’imitazione sostanziale che possa indurre in errore o confusione;

Programmi informatici: I cosiddetti applicativi per computer in Brasile si avvalgono della protezione loro conferita tanto della Legge sul Software (9.609), che da quella sui Diritti d’Autore (9.610), la quale ultima si estende anche alla tutela delle opere multimediali che riuniscono varie forme espressive. La protezione del software si estende per una durata di 10 anni, a partire dal I° Gennaio successivo alla data della pubblicazione della creazione del software.0

I contratti di trasferimento di tecnologia. Ai sensi della normativa INPI n. 135 del 1997, è obbligatoria per le aziende residenti in Brasile, registrare presso l’INPI tali contratti. Trattasi peraltro di una precondizione per la successiva registrazione del contratto presso la banca centrale brasiliana, al fine di potere ottenere l’autorizzazione al trasferimento di royalties all’estero, oltre che ai fini di detrazione fiscale dei canoni di royalties pagate. Ta tenere presente che, ai sensi dell’art 211 della legge sulla proprietà industriale, taluni tipi di contratti sono esentati dalla registrazione, come quelli per : consulenza nell’area finanziaria; consulenza nell’area commerciale; consulenza nell’area giuridica; consulenza per la partecipazione a licitazioni; studi di fattibilità economica; servizi di marketing.

Le denominazioni di origine geografica. Sono registrabili in Brasile in relazione alle due tipologie concettualmente assimilabili a quelle in vigore nella UE:
  • le IP Indicazione di origine, che indicano e “tipizzano” il nome geografico per la produzione, estrazione o fabbricazione di un determinato prodotto;
  • le DO Denominazione di origine, a tutela del nome geografico, che indica un prodotto o un servizio le cui qualità o caratteristiche si devono esclusivamente o essenzialmente al mezzo geografico, ivi inclusi fattori umani e le componenti naturali.

Franchising. I relativi contratti risultano subordinati, ai sensi della legge n 8.955 del 1994, alla loro accettazione da parte dell’INPI, nonché alla registrazione presso la banca centrale brasiliana al fine di consentire al franchisor il pagamento all’estero dei relativi canoni.

Diritti d’Autore. La citata legge n. 9610 protegge i diritti d’autore ed i diritti correlati nei termini della Convenzione di Parigi. Tuttavia, in relazione alla specifica natura dell’opera artistica da proteggere, esistono anche altri organismi diversi dell’INPI abilitati al relativo deposito e registrazione: Libreria nazionale Brasiliana, Istituto Cinematografico Brasiliano, Scuola di Belle Arti di Rio (UFRJ), ecc.

Registrazione di un dominio internet. In Brasile risulta ancora non vigente una legge specifica che ne regolamenti la registrazione, anche se comunque esiste organo deputato a tale scopo, il Nucleo di informazione e Coordinamento di: .BR-NIC.br, operante presso il Comitato Gestore di Internet in Brasile. Sul sito www.registro.br è possibile reperire le informazioni e le norme tecnico-regolatorie che presiedono alla registrazione di un dominio internet nel paese.


Fonti:
(N1) Convenzione di Parigi - Art. 6bis [Marchi: marchi notoriamente conosciuti]
  • I paesi dell'Unione s'impegnano a rifiutare o invalidare, sia d'ufficio - se la legislazione del paese lo consente - sia a richiesta dell'interessato, la registrazione e a vietare l'uso di un marchio di fabbrica o di commercio che sia la riproduzione, l'imitazione o la traduzione, atte a produrre confusione, di un marchio che l'autorità competente del paese della registrazione o dell'uso stimerà essere ivi già notoriamente conosciuto come marchio di una persona ammessa al beneficio della presente Convenzione e usato per prodotti identici o simili. Lo stesso dicasi quando la parte essenziale del marchio costituisce la riproduzione d'un marchio notoriamente conosciuto o un'imitazione atta a creare confusione con esso.
  • Un termine minimo di cinque anni decorrenti dalla data della registrazione dovrà essere concesso per richiedere la cancellazione d'un tale marchio. I paesi dell'Unione hanno la facoltà di prevedere un termine entro il quale il divieto dell'uso dovrà essere richiesto.
  • Non sarà fissato alcun termine per richiedere la cancellazione o il divieto d'uso dei marchi registrati o utilizzati in mala fede.

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MASSIMO ORTOLANI - Si ringrazia l’associazione di consulenti brasiliani nostri corrispondenti, per il contributo di verifica delle info sopra riportate.