Anche sotto l’ombrellone………attenzione alla contraffazione

31 agosto 2015

Comuni, Associazioni imprenditoriali e Camere di commercio anche questo anno hanno continuato in una incessante attività di informazione contro i rischi da contraffazione e commercio abusivo, anche avvalendosi della Polizia Municipale e delle forze dell’ordine presenti sul territorio.
Le foto sopra riportate si riferiscono sia alla campagna del Comune di Finale Ligure “FALSA GRIFFE, VERO REATO”, che ha distribuito un manifesto indicante che “gli acquirenti di prodotti con marchio contraffatto, salvo il caso che il fatto costituisca reato, sono soggetti ad una sanzione amministrativa da 100 a 7000 euro e al sequestro della merce”; che al cartellone presentato sulla riviera romagnola, quello centrale, con l’indicazione – anche qui - delle multe cui si è passibili in caso di acquisto di prodotto contraffatto. Peraltro sulla spiaggia di Rimini la voce al megafono invita esplicitamente i turisti a soppesare i rischi connessi con l’acquisto di prodotti tipici del commercio abusivo, dietro il quale alligna il fenomeno contraffattivo.
Si tratta di solo due esempi, fra le altre iniziative similari realizzate durante il periodo estivo con l’intento di indurre i turisti ad astenersi il più possibile dall’acquisto di “patacche”.
D’altra parte la Guardia di Finanza solo in un recente intervento a Caserta ha sequestrato oltre 10.000 prodotti contraffatti , “costituiti per la maggior parte da occhiali da sole e articoli elettronici di vario genere, recanti, tra l’altro, marcatura CE non conforme alla vigente normativa europea, e quindi potenzialmente pericolosi per il loro utilizzo”.
Mentre ricordiamo, per quanti interessati o coinvolti dal settore moda, che sul sito: www.federazionemodaitalia.com è visibile un vademecum in cui – sotto il titolo “Compri falso, ma non sai che….” – vengono riepilogate in punti salienti le più utili informazioni che l’acquirente di contraffatto: o non conosce veramente, o fa finta di non conoscere… (secondo noi), relativamente alle negative implicazioni di natura etico-culturale, normativa, sociale, economica, ascrivibili a tale fenomeno, tutte astrattamente riconducibili al concetto di violazione della proprietà privata, tanto industriale che intellettuale. A questo ultimo proposito basti accennare agli atti di pirateria connessi con lo scarico di files nelle zone turistiche con copertura internet, dato che in rete sembrano essere presenti migliaia di “titoli” che riproducono libri italiani.
Anche noi abbiamo fornito un ulteriore contributo nella direzione della informazione partecipata, dato che gli iscritti al Social Media Linkedin possono d’ora innanzi scambiarsi opinioni e commenti sul tema in esame iscrivendosi al neo costituito nostro Gruppo: No Alla Contraffazione. E una delle prime nostre proposte postate sul Gruppo è stata quella di istituire una Giornata nazionale di lotta alla contraffazione che coinvolga il comparto scolastico-educativo e che - come tale - abbia a un respiro politico ed un presumibile impatto culturale ben superiore a quello complessivo delle diffuse, ma limitate e frammentarie campagne locali.
Nel nostro paese c’è infatti ancora molto da fare, anche e soprattutto a livello normativo, ambito nel quale la tutela penale da contraffazione risulta ora vincolata all’applicazione del criterio giuridico della ”tenuità del reato” ; con il rischio di sminuire progressivamente la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, che sono il fondamento dell’economia della conoscenza e dell’innovazione strategica.
E questa esigenza è talmente diffusa anche su scala planetaria da indurre la Property Right Alliance (PRA ved link sul nostro sito) ad inviare al direttore generale della WIPO (l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) una coalition letter – “supported by 85 free market think tanks and advocacy groups representing 51 countries” -con l’invito ad adottare forti protezioni per tale tipo di tutela. E tutto ciò tenendo anche conto dei risultati del recente sondaggio dell’ Eurobarometro UE, che segnala l’esistenza di una ampia domanda dei giovani per un accesso legale e a pagamento ai contenuti internet, quando si viaggia nei paesi membri.