Geopolitica del Made In: i punti ancora critici nel negoziato sul TTIP, dopo la conclusione dell’accordo TPP
(prima parte)

30 ottobre 2015

Le polemiche sui termini dell’accordo USA-UE non accennano a diminuire, tanto che a Berlino si è assistito ad un vero e proprio corteo di manifestanti contrari alla firma dell’accordo. E’ allora giunto il momento di fare maggiore chiarezza su alcuni aspetti basilari del negoziato, al fine di evitare atteggiamenti di contrarietà dettati o da insufficiente conoscenza della materia o, peggio, da ragioni di natura ideologica.
Per svolgere tale compito è molto utile in primo luogo conoscere e valutare la portata – sul piano politico, economico e giuridico – delle Raccomandazioni presentate l’8/7/2015 dal Parlamento Europeo alla Commissione (e ai negoziatori UE), ricavabili anche dagli importanti “Considerando” di premessa a tali Raccomandazioni - 2014/2228 (INI) – (Di redazione: sottolineature, corsivi e grassetti presenti nel testo).

Ne emerge un quadro di informazioni che consentono di dare comunque una risposta definitiva ad alcuni dei (talora falsi) quesiti che sembrano godere di maggiore popolarità al momento. Ad esempio, non è possibile che prodotti manufatti con origine doganale di un paese terzo che abbia stipulato un accordo commerciale con gli USA (es. Tpp) possano essere – per questo semplice motivo - liberamente importati nella UE. Lo potranno essere se rispetteranno gli stessi requisiti di conformità sanitario-ambientale e di certificazione industriale che saranno richiesti dal TTIP. E, però, qui sorge la nota dolente di chi deplora il fatto che, ora che il Tpp è stato siglato, gli standard in esso riconosciuti potranno di fatto venire ad imporsi su un TTIP in corso di negoziazione. Ciò detto, i termini con i quali sarà definita la clausola dell’origine preferenziale in ambito TTIP costituiscono uno dei punti più delicati della negoziazione, a motivo del fatto che certi prodotti possono essere considerati originari di un dato paese a seconda della percentuale di contenuto (valore) in esso incorporata. E’ noto che tale percentuale può variare molto da settore a settore produttivo, quindi con potenziali effetti di natura distorsiva nell’allocazione dei fattori produttivi. Tanto che tali argomenti costituiscono ora materia di studio anche nei corsi di Intelligence Economica.(N1)
Oltre a questo, tre appaiono sicuramente gli ambiti sui quali si dovrebbe potere negoziare al meglio:

  • Le denominazioni di origine protette. In tal caso si dovrebbe arrivare a tutelare una denominazione – ad esempio per i prodotti dell’agroalimentare – a condizioni che sia dimostrato che sono però prodotti nel luogo di riferimento della denominazione;
  • La problematica dei dati personali. Come noto una recente sentenza della Corte di giustizia Europea ha invalidato la decisione della Commissione UE del 2000 – sul cosiddetto Safe Harbor – con la quale veniva regolato, con pronuncia di adeguamento, il trasferimento negli USA di dati personali raccolti all’interno della UE;
  • La tutela degli investimenti. Dopo le critiche che sono state rivolte al tribunale arbitrale ISDS, la necessità che i possibili casi siano trattati in modo trasparente da giudici togati, nominati pubblicamente e indipendenti durante udienze pubbliche………. (come si legge più oltre al punto xv lettera d)
Di seguito la selezione dei punti della risoluzione del Parlamento da cui si evince – comunque - che i parlamentari europei in tema di TTIP hanno le idee molto più chiare di quanto polemiche insinuazioni mediatiche sulla materia facciano pensare:

“ omissis…..

D. considerando che le recenti crisi alle frontiere dell'UE e gli sviluppi a livello mondiale dimostrano la necessità di investire in una governance globale e in un sistema fondato su norme e valori;

F. considerando che i tentativi dell'UE di far fronte alle sfide del cambiamento climatico, della protezione ambientale e della sicurezza dei consumatori hanno comportato ingenti costi di regolamentazione per le imprese della UE, come pure prezzi elevati dell'elettricità e delle materie prime energetiche – aspetti che, se non affrontati nel TTIP, potrebbero accelerare il processo di delocalizzazione, deindustrializzazione e perdita di posti di lavoro, minacciando così la reindustrializzazione dell'UE e gli obiettivi occupazionali, il che impedirebbe altresì il conseguimento degli stessi obiettivi strategici che la regolamentazione dell'Unione mira a realizzare;

H. considerando che, sebbene norme rigorose comuni siano nell'interesse dei consumatori, andrebbe rilevato che la convergenza ha anche senso dal punto di vista aziendale, dal momento che i maggiori costi imputabili a norme più rigorose possono essere compensati da maggiori economie di scala in un mercato potenziale di 850 milioni di consumatori;

I. considerando che precedenti accordi commerciali hanno comportato benefici di rilievo per l'economia europea; che il reale impatto del TTIP sulle economie dell'Unione europea e degli Stati Uniti è difficile da valutare e prevedere mentre i negoziati sono ancora in corso e che dagli studi in materia emergono risultati contrastanti; che il TTIP non risolverà di per sé i problemi economici strutturali di lunga data dell'Unione e le cause ad essi sottostanti, ma dovrebbe essere visto quale elemento di una più ampia strategia europea intesa a creare posti di lavoro e a generare crescita; che le aspettative suscitate dal TTIP dovrebbero essere commisurate al livello di ambizione che raggiungeranno i negoziati;

J. considerando che le conseguenze dell'embargo russo hanno dimostrato chiaramente la persistente rilevanza geopolitica dell'agricoltura, l'importanza dell'accesso a una gamma di mercati agricoli diversi e la necessità di disporre di partenariati commerciali solidi e strategici con partner commerciali affidabili;

M. considerando la necessità di un determinato grado di riservatezza nell'ambito dei negoziati per poter ottenere un risultato di elevata qualità; che il limitato grado di trasparenza che ha caratterizzato i negoziati finora ha comportato un deficit di controllo democratico sul processo negoziale;

N. considerando che il Presidente Juncker ha chiaramente ribadito nei suoi orientamenti politici di auspicare un accordo commerciale ragionevole ed equilibrato con gli Stati Uniti e che – benché l'UE e gli USA possano compiere significativi passi avanti nel riconoscimento reciproco delle norme di produzione e nella definizione di norme transatlantiche – l'Unione non intende sacrificare le proprie norme in materia di sicurezza (alimentare), sanità, salute animale, modello sociale, ambiente e protezione dei dati, né la propria diversità culturale; che la sicurezza alimentare, la protezione dei dati personali dei cittadini europei e i servizi d'interesse generale dell'Unione non sono negoziabili a meno che lo scopo della negoziazione non sia quello di conseguire un grado di tutela superiore;

O. considerando che è importante garantire una conclusione positiva dei negoziati sul Safe Harbor e sull'accordo quadro sulla protezione dei dati;

P. considerando che il Presidente Juncker ha inoltre chiaramente affermato nei suoi orientamenti politici di non voler accettare che la giurisdizione dei tribunali degli Stati membri sia limitata dai regimi speciali sulle controversie con gli investitori; che, con la disponibilità dei risultati della consultazione pubblica sulla protezione degli investimenti e sull'ISDS nel TTIP, è in corso una riflessione – che tenga conto degli apporti critici e costruttivi – all'interno delle tre istituzioni, parallelamente al dialogo con la società civile e le imprese, sul modo migliore per garantire la tutela degli investimenti e la parità di trattamento degli investitori, pur assicurando il diritto degli Stati di regolamentare;

Q. considerando che il Parlamento appoggia pienamente la decisione del Consiglio di declassificare le direttive di negoziato e l'iniziativa della Commissione a favore della trasparenza; che il vivace dibattito suscitato in Europa dal TTIP ha evidenziato la necessità che i negoziati in materia siano condotti in maniera più trasparente e inclusiva, tenendo conto delle preoccupazioni espresse dai cittadini europei e comunicando pubblicamente i risultati dei negoziati;

Ebbene, tutto ciò premesso, la Risoluzione raccomanda ai negoziatori europei quanto segue:

 omissis….

b) Per quanto riguarda l’accesso al Mercato

(iii) includere nell'accordo una clausola di salvaguardia, come chiaramente stabilito nel mandato negoziale, che possa essere invocata qualora l'aumento delle importazioni di un particolare prodotto rischi di nuocere gravemente alla produzione interna, con particolare riferimento alla produzione alimentare e ai settori chimico, delle materie prime e dell'acciaio ad alta intensità energetica e suscettibili di operare una rilocalizzazione delle emissioni di CO;
(x) combinare i negoziati sull'accesso al mercato per i servizi finanziari con la convergenza della normativa finanziaria ai massimi livelli, onde favorire l'introduzione e la compatibilità delle disposizioni necessarie a rafforzare la stabilità finanziaria, garantire un'adeguata tutela dei consumatori di beni e servizi finanziari e sostenere gli sforzi di cooperazione in corso presso altri consessi internazionali, quali ad esempio il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria e il Consiglio per la stabilità finanziaria; garantire che tali sforzi di cooperazione non limitino la sovranità dell'UE e dei suoi Stati membri in materia di regolamentazione e vigilanza, compresa la loro facoltà di vietare attività e prodotti finanziari; (
xii) omissis… inserire nell'accordo, quale fattore chiave, una clausola indipendente orizzontale, completa e inequivocabile, basata sull'articolo XIV dell'Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS), che esoneri totalmente dall'accordo il vigente e futuro quadro giuridico dell'UE sulla protezione dei dati personali, senza alcuna condizione che ne preveda la coerenza con altre parti del TTIP; negoziare le disposizioni che riguardano il flusso dei dati personali soltanto se su entrambe le sponde dell'Atlantico è garantita e rispettata la piena applicazione delle norme sulla protezione dei dati e cooperare con gli Stati Uniti al fine di incoraggiare i paesi terzi ad adottare norme di protezione dei dati parimenti rigorose a livello mondiale;
(xiii) ricordare che l'approvazione da parte del Parlamento europeo dell'accordo definitivo sul TTIP potrebbe essere a rischio fintantoché gli Stati Uniti non cesseranno del tutto le attività di sorveglianza indiscriminata di massa e non si troverà una soluzione adeguata alla questione del diritto alla riservatezza dei dati dei cittadini dell'Unione, che preveda anche strumenti di ricorso giudiziario e amministrativo, come indicato al paragrafo 74 della risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2014;
(xiv) provvedere affinché sia celermente e pienamente ristabilita la fiducia tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, compromessa dagli scandali della sorveglianza di massa;
(xxvi) prestare attenzione, in tema di appalti pubblici, alla natura delicata dei settori della difesa e della sicurezza e tenere conto degli obiettivi fissati dai capi di Stato e di governo durante il Consiglio "Difesa" del 2013 per promuovere la creazione di un mercato europeo della sicurezza e della difesa e una base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB);
(xxvii) assicurare che i negoziati sulle norme di origine siano intesi ad avvicinare le posizioni dell'UE e degli USA e a stabilire norme efficaci in materia di origine, impedendo in tal modo che le norme di origine siano pregiudicate da altri accordi; considerare i negoziati un'occasione per convergere su standard comuni in tema di indicazione obbligatoria dell'origine dei prodotti; tenuto conto della conclusione dei negoziati sull'accordo economico e commerciale globale (CETA) tra l'Unione europea e il Canada e del potenziale rafforzamento dell'accordo di libero scambio UE-Messico, occorrerà tenere in considerazione l'eventualità e l'entità del cumulo; tenere presente, tuttavia, che l'obiettivo del TTIP consiste nel facilitare gli scambi di prodotti realmente fabbricati negli USA e nell'UE e non di autorizzare le importazioni da paesi terzi, ragion per cui occorrerà prendere in considerazione, caso per caso, l'esclusione di taluni prodotti e andrebbe prevista l'esclusione di qualsiasi tipo di cumulo per i settori sensibili;

c) per quanto riguarda la cooperazione normativa, la coerenza normativa e gli ostacoli non tariffari

(iii) riconoscere che non vi sarà alcun accordo nei settori in cui l'Unione europea e gli Stati Uniti hanno norme molto diverse, come ad esempio nel caso dei servizi sanitari pubblici, gli OGM, l'impiego di ormoni nel settore bovino, il regolamento REACH e la sua attuazione e la clonazione degli animali a scopo di allevamento, e chiede quindi che non siano condotti negoziati in proposito; (N2)
(viii) definire chiaramente, nell'ambito della futura cooperazione normativa, quali misure riguardino gli ostacoli tecnici al commercio e le formalità amministrative duplicate o superflue e quali misure siano legate a norme e regolamentazioni fondamentali o a procedure finalizzate ad un obiettivo di politica pubblica;

d
) per quanto riguarda le norme

(xv) garantire che gli investitori stranieri siano trattati in modo non discriminatorio e che beneficino al contempo degli stessi diritti degli investitori nazionali, e sostituire il sistema ISDS con un nuovo sistema per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stati, che sia soggetto ai principi e al controllo democratici, nell'ambito del quale i possibili casi siano trattati in modo trasparente da giudici togati, nominati pubblicamente e indipendenti durante udienze pubbliche e che preveda un meccanismo di appello in grado di assicurare la coerenza delle sentenze e il rispetto della giurisdizione dei tribunali dell'Unione e degli Stati membri, e nell'ambito del quale gli interessi privati non possano compromettere gli obiettivi di interesse pubblico;
(xvi) garantire che il TTIP preveda un capitolo ambizioso, equilibrato e moderno sui diritti di proprietà intellettuale (DPI) nonché settori ben definiti degli stessi, tra cui il riconoscimento e una maggiore tutela delle indicazioni geografiche, e preveda un equo ed efficace grado di tutela senza ostacolare la necessità dell'UE di riformare il proprio regime dei diritti d'autore, assicurando al contempo il giusto equilibrio tra i DPI e l'interesse pubblico, con particolare riferimento all'esigenza di mantenere l'accesso a farmaci a prezzi contenuti mediante il continuo sostegno alle flessibilità previste dall'accordo TRIPS;
(xvii) attribuire estrema importanza al fatto che l'Unione e gli Stati Uniti continuino a impegnarsi nell'ambito di discussioni sull'armonizzazione globale e multilaterale dei brevetti tramite gli attuali organi internazionali; mette pertanto in guardia dal tentativo di introdurre nel TTIP disposizioni in materia di diritto sostanziale dei brevetti, con particolare riferimento alle questioni legate alla brevettabilità e ai periodi di grazia;
(xix) garantire il pieno riconoscimento e una forte protezione giuridica delle indicazioni geografiche dell'Unione nonché misure volte ad affrontare i casi di uso improprio e di informazioni e pratiche fuorvianti; garantire l'etichettatura, la tracciabilità e l'origine autentica di tali prodotti per i consumatori così come la tutela del know-how dei produttori, in quanto elementi essenziali di un accordo equilibrato;

e) per quanto riguarda la trasparenza, il coinvolgimento della società civile e la sensibilizzazione del pubblico e del mondo politico:

(i) proseguire gli attuali sforzi tesi a incrementare la trasparenza dei negoziati, rendendo accessibile al pubblico un numero maggiore di proposte negoziali, e attuare le raccomandazioni del Mediatore europeo, in particolare quelle relative alle norme sull'accesso del pubblico ai documenti.

Nella seconda parte si approfondiranno aspetti del negoziato TTIP più direttamente correlati al contesto dei negoziati degli altri grandi accordi commerciali di USA e UE.

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 (N1) I criteri per la definizione dell’origine preferenziale possono essere individuati nel cosiddetto salto tariffario: fabbricazione in cui tutti i materiali non originari impiegati devono essere classificati in una voce doganale a 4 cifre diversa da quella del prodotto ottenuto; e nel criterio del valore aggiunto minimo: ovverosia la presenza di una fabbricazione in cui il valore di tutti i materiali non originari utilizzati non deve superare una data percentuale (35% - 45% -50%) del prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto.
In taluni accordi commerciali internazionali, che adottano le regole di origine rispondenti al Sistema Generalizzato delle Preferenze, può essere inoltre fatto valere anche il criterio del cosiddetto Cumulo Totale, in base al quale la lavorazione, o trasformazione sufficiente ai fini della determinazione dell’origine, non deve essere effettuata necessariamente nel territorio di un singolo paese. Poiché in tal caso si tiene conto di tutte le lavorazioni – e anche trasformazioni - subite da un prodotto nell’intero ambito territoriale di cui all’ accordo di libero scambio, senza che i prodotti utilizzati debbano necessariamente essere originari di uno dei paesi partner.

(N2) E’ cosa nota che la normativa vigente in Europa vieta l’importazione in generale – e non solo dagli USA - di carni con residui di antibiotici superiori a determinati limiti, ancorchè sia risaputo anche che la presenza di residui di antibiotico nella carne scompare dopo un certo periodo di tempo.”