La prima settimana anticontraffazione italiana

27 giugno 2016

Organizzata dalla Direzione Generale Lotta alla contraffazione-UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico, dal 13 al 19 giugno si è svolta in tutta Italia la prima Settimana nazionale anticontraffazione. In attuazione del Piano Nazionale Anticontraffazione, sono state presentate e discusse analisi a livello provinciale su tale deletereo fenomeno, relativamente alle provincie di Roma, Milano e Palermo; cui si sono aggiunte anche iniziative di studio e sensibilizzazione, dirette ai soggetti economici maggiormente interessati al fenomeno, e soprattutto ai cittadini e ai giovani.
L’occasione è anche servita a presentare aggiornamenti del noto rapporto del CENSIS sulla contraffazione, realizzato per conto del Direzione Anticontraffazione. Le novità sono tali da risultare più efficacemente descritte se riprodotte per citazione dallo stesso Documento Mise-UIBM “La Contraffazione: Dimensioni, Caratteristiche e Approfondimenti” – Sintesi del rapporto 2016 (scaricabile da www.censis.it).

La filiera del falso mostra una elevata capacità di mantenere i volumi di mercato, modificando le proprie strategie di elusione dei controlli, rigenerandosi, sapendosi adattare - a volte anticipandoli - ai gusti dei consumatori, diversificando i canali di vendita e le tipologie delle merci offerte.

Oggi i prodotti falsi viaggiano per mare, in aereo, su gomma; sono venduti per strada, in magazzini, in appartamenti, online; si diversificano per qualità, prezzi, categoria merceologica. Eppure, negli ultimi anni sono state messe in campo attività di intelligence e di contrasto sempre più incisive, che hanno portato Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane ad effettuare oltre 131.000 sequestri, determinando il ritiro dal mercato di 432 milioni di articoli contraffatti. Nel solo 2015 i fermi di Dogane e Guardia di Finanza sono stati 15.814, per un totale di 54 milioni e 338.000 articoli falsi intercettati.

Nel solo 2015 i fermi di Dogane e Guardia di Finanza sono stati 15.814, per un totale di 54 milioni e 338.000 articoli falsi intercettati.

Tutto questo non basta a fermare le organizzazioni criminali, che mostrano una capacità di rigenerarsi e di adottare nuove strategie per eludere i controlli che si sono fatti sempre più incisivi, e che si manifestano:

- nel frazionamento dei carichi illeciti in partite di piccola entità, portate a destinazione da corrieri, anche occasionali, a bordo di furgoni o autovetture, se non addirittura al seguito di passeggeri in sbarco presso porti e aeroporti;

- nello spostamento del momento dell’apposizione dei marchi e delle etichette e del momento del confezionamento ad una fase successiva a quella della produzione o della presentazione in dogana della merce;

- nell’invio, operato attraverso piccole spedizioni postali, delle etichette e delle confezioni da apporre sui prodotti;

- nel ricorso, sempre più frequente, alla rete internet ( ns.gr) per movimentare i traffici illeciti, per gestire le risorse finanziarie o per servirsi delle enormi potenzialità di penetrazione commerciale fornite dall’e-commerce oltre che della capacità dei siti di scomparire e rigenerarsi in tempi brevissimi”.

In merito alla composizione “tipica” dei prodotti oggetto di contraffazione si veda la stima Censis presentata nella tabella che segue.

          STIMA DEL FATTURATO DELLA CONTRAFFRAFAZIONE IN ITALIA PER CATEGORIA MERCEOLOGICA, 2012-2015

Scendendo nel dettaglio della composizione di tali prodotti, il rapporto evidenzia come al primo posto - per valore del fatturato del contraffatto - si situino quelli relativi ad abbigliamento e gli accessori, il cui valore complessivo è stato stimato in 2 miliardi e 247 milioni di euro, ovverosia al 32,5% del totale.
Questo comparto raggruppa tanto prodotti a basso costo e di modesta qualità, come quelli venduti da ambulanti abusivi, quanto prodotti di migliore finitura - di qualità prezzo più elevati – venduti in appositi show room del falso, ovvero proposti su cataloghi nei social media, e quindi oggetto di consegna door to door. Vengono citati al riguardo sia capi sportivi che accessori quali: portafogli, cinture, borse.
Il comparto degli alimentari - ed in particolare quello delle bevande alcoliche - risulta oggetto di contraffazione anche all’interno del nostro paese, con un valore di spesa che è stato stimato pari a circa 1 miliardo di euro nel 2015, comunque in diminuzione del 2,7% rispetto al 2012.

I comparti merceologici che hanno comunque visto maggiormente crescere il fatturato del contraffatto nel corso del 2015 sono in sintesi risultati i seguenti:

- apparecchi e materiale elettrici, ed in particolare cellulari o parti di essi, con un valore di spesa, nel 2015, di 732 milioni di Euro

- materiali di natura informatica, rappresentato in maggioranza da componenti hardware per computer, chiavette Usb, ma anche ipad, schede di memoria, ecc, con un valore stimato di 282 milioni di Euro e in aumento rispetto al 2012

- infine il comparto degli orologi – e loro parti – e di gioielli contraffatti, per la cui compravendita si stima siano stati spesi nel 2015 oltre 400 milioni di Euro.

Meritano inoltre di essere citate le due principali aree nelle quali si concentra il maggior numero dei sequestri di merce contraffatta in Italia, vale a dire Roma e Milano. Il primato spetta alla capitale in quanto “un quinto della merce contraffatta sequestrata dall'Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di Finanza in Italia è stata intercettata nella provincia di Roma, che si caratterizza come la principale piazza di consumo del mercato del falso del nostro Paese.” Per quanto concerne Milano: “Con 1.966 sequestri e oltre 5 milioni di pezzi sequestrati nel 2015 dall'Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di Finanza, la provincia di Milano è al secondo posto in Italia per entità delle operazioni di contrasto”.

Molto interessante appare, inoltre, la seguente osservazione del rapporto UIBM: “Roma è una grande piattaforma relazionale: tra residenti, pendolari e turisti ogni giorno milioni di persone si muovono nella capitale e costituiscono una enorme opportunità di affari anche per chi è in cerca di clientela a cui vendere prodotti falsi. Ma Roma è anche un grande hub logistico e un punto di passaggio delle merci dirette verso altre regioni, soprattutto del Sud, che esprimono una forte domanda di prodotti falsi low cost e low quality. Solo il 50% dei sequestri compiuti alle dogane nella provincia di Roma nel 2015 aveva come destinazione finale Roma: tra le regioni italiane che attendono la merce taroccata sdoganata nella capitale al primo posto si trova la Campania, seguita dalla Lombardia e dalla Sicilia”.

Quello che, però, più incoraggia a ben sperare per il futuro del contrasto a tale fenomeno è la seguente importante osservazione/conclusione con la quale nel rapporto viene enfatizzata la natura ad un tempo “capillare, camaleontica e liquida” del fenomeno contraffazione. Per la quale, secondo il MISE,: le attività di repressione e di contrasto, per quanto sempre più incisive e sofisticate non possono essere sufficienti ad arginare il fenomeno, ma devono essere accompagnate da iniziative di sensibilizzazione e di comunicazione rivolte al cittadino-consumatore, in modo da renderlo partecipe e protagonista in prima persona della lotta contro la contraffazione”(ns gr). Ci permettiamo allora di aggiungere che se, in futuro, la settimana potesse al suo interno contenere anche una giornata- anticontraffazione da celebrarsi con dedicate modalità nelle scuole italiane, si potrebbe più verosimilmente confidare nella progressiva sensibilizzazione dei cittadini e dei giovani tutti a questa importante problematica sociale.