L’abitudine alla contraffazione nelle abitudini di acquisto online dei consumatori

27 giugno 2016

Utili ed aggiornate informazioni a livello internazionale, sul comportamento dei consumatori in relazione al’acquisto di contraffatto emergono dal Barometro On-line di Mark MONITOR sull’argomento.

Questa interessante “Indagine sulle abitudini di acquisto dei consumatori a livello internazionale” è stata condotta per conto di MarkMonitor (www.markmonitor.com) da OPINIUM - agenzia per le ricerche di mercato - verso la fine del 2015. La ricerca, condotta sul campo in ambito internazionale, ha interessato 3450 consumatori distribuiti in nove paesi: Regno Unito 1007; U.S. 1006; Francia 209; Germania 207; Italia 206; Spagna 210; Svezia 202; Paesi Bassi 201; Danimarca 202. Il campione degli intervistati era costituto per il 46% da uomini e per il 54% da donne.

I principali elementi di riflessione :

-Il 34% degli intervistati risulta comprare regolarmente online.
-La percentuale di acquirenti che ha comprato inconsapevolmente contraffatto non è stata inferiore al 25%. Mentre un 20% dichiara di proseguire consapevolmente con l’acquisto anche dopo essersi reso conto che il sito vende merci contraffatte, che in tal caso hanno riguardato: moda o calzature (53%), abbigliamento o valigie (42%) ed elettronica (41%).
-Gli acquisti online di merce contraffatta sono destinati ad aumentare nel prossimo futuro poiché i consumatori più giovani, che hanno maggiore propensione a comprare tali prodotti, hanno dichiarato di essere disposti a farlo. Nella fascia 18-34 anni il 39% risulta avere comprato prodotti contraffatti e il 42% ha manifestato la volontà di acquistarne in futuro prediligendo, in particolare, moda e calzature.
-Una delle spiegazioni del fenomeno è data dal fatto, come esplicitano i curatori della ricerca, che la sofisticazione dei siti di vendita on-line ha raggiunto livelli tali che sembra più semplice identificare una mail falsa che individuare uno di tali siti tarocchi.
-Importanti indicazioni emergono in merito alla sicurezza dell’acquisto online, dato che circa due terzi (64% degli intervistati) si dice preoccupato al riguardo. Citando: “I consumatori mostrano differenti livelli di fiducia quando acquistano online tramite diversi dispositivi; in termini di sicurezza online, si sentono meno sicuri quando acquistano sui social media (17%) e più sicuri quando utilizzano un laptop, come indicato da quasi tre quarti (74%) degli intervistati. Riguardo alla valutazione dei livelli di sicurezza online, la metà circa (48%) dei consumatori sa come verificare i certificati dei siti, mentre il 25% degli intervistati ha dichiarato di non essere assolutamente in grado di valutare la sicurezza di un sito.(N1) Gli indirizzi web che i consumatori ritengono più affidabili sono quelli con estensioni locali (es. .co .uk e .de)”. E anche “il problema della sicurezza online è più sentito in Spagna (il 78% degli intervistati si è dichiarato preoccupato) e negli U.S. (73%) e meno in Danimarca, Svezia e Germania (rispettivamente 44%, 49% e 51%)”.
- Molto importanti appaiono inoltre le motivazioni che inducono ad accettare/rifiutare l’acquisto di contraffatto, dato che: “la maggior parte degli intervistati (64%) ha dichiarato che il motivo principale è che preferiscono acquistare un prodotto originale, altri hanno indicato motivi di ordine morale (48%), mentre solo il 12% dei consumatori ha citato la fedeltà alla marca”.

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Distribuzione geografica delle percentuali di consumatori che si ritrovano in siti web che vendono prodotti contraffatti e che:

hanno proseguito con l’acquistohanno acquistato altrove
%
REGNO UNITO2572
U.S.21  77
FRANCIA13 80
GERMANIA0 90
ITALIA 11 86
SPAGNA16 82
SVEZIA22 63
PAESI BASSI35 56
DANIMARCA11 75


- (I consumatori tedeschi, diversamente da tutti gli altri, appaiono come pervasi da una kantiana propensione al rispetto delle regole).
-Ulteriore importante elemento di riflessione/preoccupazione è dato dalla diffusione di email “contraffatte”, nel senso che, come cita il rapporto: “oltre la metà dei consumatori (56%) ha ricevuto mail contraffatte, ossia mail apparentemente inviate da un marchio conosciuto ma che sono risultate provenienti da tutt’altra società”.
-L’indagine ha poi verificato anche la fiducia – sul piano della sicurezza online - dai consumatori riposta nelle piattaforme e nei dispositivi di acquisto, dato il continuo proliferare dei canali di vendita online: marketplace, applicazioni e social media. Ebbene, alla domanda quali dispositivi e/o piattaforme ritenessero meno affidabili in termini di sicurezza online è emerso (citando) “che si sentono meno tranquilli quando acquistano sui social media, con un livello di fiducia di appena il 17 %. La stragrande maggioranza si sente più tranquilla a utilizzare tecnologie più consolidate (es. laptop o tablet)”. Più in dettaglio questi i livelli percentuali di fiducia, in termini di sicurezza, attribuiti ai diversi dispositivi di acquisto: laptop/Tablet 74%, smartphone 35%, applicazioni per smartphone 34% e social media 17%.
- Come c’era da attendersi, queste diversità di fiducia discendono anche a diversità comportamentali connesse al ben noto gap generazionale. Infatti “si osserva un evidente divario soprattutto per quanto riguarda gli acquisti effettuati con lo smartphone; il 53% della fascia 18-34 anni è a proprio agio ad acquistare usando questi dispositivi, rispetto al 17% degli ‘over 55’”.
-Infine un ulteriore dettaglio esplicativo a questo proposito è stato fornito con riferimento alla diversa distribuzione regionale - o “per nazione” - dei livelli percentuali di sicurezza. E’ emerso che “i consumatori di Italia, U.S. e Paesi Bassi sono quelli che hanno più fiducia nei social media (rispettivamente 26%, 23% e 21%). In Francia e Germania ben oltre la metà dei consumatori (rispettivamente 58% e 54%) non si sente sicura a fare acquisti con lo smartphone, mentre in Italia il 42% si sente più a proprio agio con un’applicazione mobile. Solo l’8% dei consumatori tedeschi ha dichiarato di fidarsi degli acquisti fatti sui social media”.


Una diversa ricerca: l’acquisto di contraffatto prima e durante le vacanze.

Una più recente indagine (Maggio 2016, condotta sempre da Opinium per Mark Monitor) ha indagato - tra l’altro - anche l’abitudine ad acquistare contraffatto in previsione delle vacanze e nei luoghi e periodi di vacanza.
Opinium ha in tal caso intervistato 3.257 consumatori di otto paesi inclusi Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Danimarca, Spagna e Paesi Bassi. E’ emerso che a seguito delle prenotazioni (citando) ”i consumatori spesso cercano prodotti scontati per rendere l’intero viaggio più efficiente in termini di costi”. Tanto che, secondo tale indagine, il 75 percento dei consumatori - prima di partire - si mette alla ricerca di occasioni su Internet. Inoltre (citando): “A livello regionale la percentuale più alta di intervistati che acquistano online prodotti scontati risiede in Italia e negli Stati Uniti, rispettivamente l’83 percento e l’82 percento”.
Ne emergono rilevanti conferme di quanto già indicato, dato che (citando): “i consumatori non sono disposti a comprare merci contraffatte solo per seguire le tendenze stagionali…. Il motivo principale è di tipo morale (48 percento), mentre solo il 12 percento degli intervistati ha citato la fedeltà alla marca. Pertanto, nonostante i costi complessivi della vacanza, i consumatori evitano comunque di acquistare merci contraffatte solo per risparmiare”.
Anche il tema della pirateria è stato oggetto di tale investigazione (citando): “Secondo due terzi degli intervistati la pirateria è equiparabile al taccheggio, un atteggiamento riscontrato soprattutto in Germania (79 percento) e negli Stati Uniti (77 percento). Riguardo alle differenze per fascia di età, abbiamo notato, tra i soggetti che concordano con questa opinione, una progressione costante, dal 53 percento nella fascia tra i 18 e i 34 anni, al 66 percento nella fascia tra i 35 e i 54, per arrivare al 77 percento della fascia dai 55 anni in su. Quando abbiamo chiesto direttamente se avrebbero mai scaricato materiale pirata, la maggior parte dei consumatori (84 percento) ha risposto che non l’avrebbe mai fatto”.
“Questa percentuale era più elevata nel gruppo di età superiore a 55 anni. Riguardo alle differenze regionali, il 92 percento degli intervistati tedeschi e l’89 percento di quelli danesi concorda con questa affermazione. I motivi principali che spingono a non scaricare contenuti pirata sono la moralità (il 56 percento lo considera sbagliato) e la sicurezza online (il 52 percento teme di scaricare un virus). Altri motivi sono la perdita di introiti per artisti e creatori di contenuti (motivo citato dal 40 percento) e il desiderio di possedere qualcosa di originale (37 percento)”.

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(N1) Infine alla domanda in quale modo controllassero la sicurezza di un sito, gli intervistati risulta abbiano fornito risposte alquanto confortanti, (citando): “ Il metodo più comunemente utilizzato è la verifica dei certificati, adottato dal 48% dei consumatori, seguito dalla ricerca di una connessione HTTPS sicura (39%) e dall’analisi del livello di sillabazione e grammatica (34%). I consumatori utilizzano anche altri metodi per valutare la legittimità di un sito, ad esempio controllano la qualità delle recensioni dei clienti e le informazioni relative ai contatti.