Novità in tema di contraffazione, dall'indagine a livello planetario: OCSE-EUIPO (prima parte)

27 giugno 2016

Notevoli le novità che si possono ricavare dall’indagine Trade in Counterfeit and Pirated Goods Mapping the Economic Impact dellaprile 2016, realizzata dall’ OCSE unitamente all’EUIPO, il nuovo nome dell’Ufficio UE per la tutela della Proprietà Intellettuale. (N1)
Ciò che colpisce è in primo luogo la metodologia di definizione del campo di indagine, dato che le indicazioni quantitative del fenomeno contraffazione derivano dai dati certi dei sequestri di prodotti contraffatti operati dalle amministrazioni doganali di un numero molto elevato di nazioni: oltre 200.
Ne consegue, però, che l’obiettivo è stato quello di analizzare l’evolversi del solo commercio del contraffatto, escludendo quindi l’altra grande componente esplicativa del fenomeno in parola, vale a dire i beni contraffatti prodotti e venduti in una stessa nazione.
Nonostante tale limitazione di indagine, i valori di contraffatto commercializzato su base internazionale sono di una rilevanza tale da lasciare basiti.
Nel 2013 l’ammontare di tali prodotti risultava equivalente al 2,5% dell’intero commercio mondiale, vale a dire 461 Miliardi di USD (N2); una cifra all’incirca pari a quella al PIL dell’Austria o alla somma di quelli dell’Irlanda e della repubblica Ceca.
L’Europa risultava inoltre essere stata molto più interessata da tale fenomeno, con 116 miliardi di USD, pari al 5% di tutto il suo import annuale.

I “drivers” del fenomeno

Prima di addentrarsi sul dettaglio esplicativo di tali cifre, è però importante cercare di conoscere meglio i fattori esplicativi del fenomeno, nell’interpretazione che ne danno OCSE ed EUIPO, che dedicano una specifica ed importante annotazione viene proposta in merito agli atteggiamenti psicologici, ed alle differenti condizioni/situazioni di natura informativo-ambientale – nonché educativa - che, secondo i ricercatori, alimentano la spinta all’acquisto del contraffatto (N3).

Dal lato della domanda di contraffatto vengono proposti i seguenti fattori esplicativi (citando):
- La condizione reddituale (budget constraints) viene presentata tra i principali
elemeti influenzanti il comportamento individuale. E poi:-The product itself (e.g. its price or perceived quality) -The individual consumer characteristics (e.g. attitude towards counterfeiting and piracy) -Theinstitutional environment in which the demander operates (for example, risk of discovery in jurisdictions where penalties for demanders exist, or the availability and ease of acquisition of counterfeit and pirated products). Questi fattori esplicano la loro valenza prevalentemente nel mercato secondario (vedi nota (N2)).

Dal lato dell’offerta di contraffatto, vengono invece indicati (citando):
-Market opportunities Regarding market characteristics, the incentives to supply a given counterfeit or pirated product depend on the size of the market that can be exploited and on the mark-up that can be earned on one infringing product.
-The technological and distribution challenges: -Technological and logistical considerations refer to conditions that determine whether the production and distribution of a counterfeit and pirated product are technically feasible. Sales and distribution channels are another important factor in this context: complex sales and distribution structures that are difficult to monitor can provide greater opportunities for infringers to infiltrate the system. (In merito al ricorso all’e-commerce quale canale moltiplicatore anche della contraffazione si veda la nota (N4).
-The risks involved. regulations can impact the supply of counterfeit and pirated goods only if they include sound deterrent penalties that are adequately enforced.


Indicatori e criteri statistico-econometrici applicati e risultanze preliminari

Sul piano della metodologia d’indagine si è seguito il seguente criterio statistico per la stima econometrica dei valori del contraffatto tra un paese e l’altro. The core idea underlying the methodological framework is as follows: if the propensity to which different types of infringing goods are imported from different provenance economies can be established, then these propensities can be applied to existing statistics on international trade to estimate both the relative intensities of counterfeiting and the overall magnitude of counterfeiting and piracy . In this context, propensities therefore refer to the likelihood that a particular type of counterfeit or pirated goods is imported from a particular trading partner.

Sulla base dei dati doganali si è quindi costruito un indice statistico generale (GTRIC) composto da due sub-indici:

-GTRIC-p The General Trade-Related Index of Counterfeiting for products: an index of industry sectors (HS), according to their relative propensity of containing counterfeit products e
-GTRIC-e The General Trade-Related Index of Counterfeiting for economies: an index of economies according to their relative propensity to be an economy of provenance for counterfeit products.

L’indice GTRIC è stato quindi normalizzato (reso variabile tra 0 e 1) e calcolato per ogni paese ed inserito in una matrice di propensioni relative per tutti i paesi esaminati: GTRIC is a matrix of relative propensities, that assigns a relative probability of containing counterfeit or pirate products to provennce economy and product category, with the top category ranked as 1 and the bottom ranked with e > 0.

Le tavole che seguono indicano (4.1) i paesi di maggiore provenienza del contraffatto nel 2011, 2012 e 2013, individuati sulla base del numero dei sequestri, nonché (4.2), la distribuzione per tipologia di tali prodotti oggetto di sequestro.
Si conferma ancora una volta la stragrande predominanza della Cina su tutti gli altri paesi, seguita da Hong Kong, Singapore, Turchia. (The highest number of counterfeit shipments being seized originates from East Asia, with the People’s Republic of China (hereafter “China”) being on top (See Figure 4.1).
Ed emerge inoltre con chiarezza come i sequestri relativi a prodotti quali: calzature, abbigliamento e prodotti in pelle siano andati nel tempo assumendo rilevanza maggiore rispetto a quelli relativi alle apparecchiature elettriche. (I numeri a destra a fianco delle denominazioni di prodotto si riferiscono al loro codice identificativo nell’Harmonised System - HS).
Ma quello che colpisce maggiormente l’attenzione è il fatto che i detentori italiani di diritti di proprietà intellettuale/industriale (Figure 4.3) sono al secondo posto su scala mondiale - dopo gli USA - tra quelli che più subiscono gli effetti di questa contraffazione. Inoltre potrebbe sorprendere che anche la Cina cominci a divenire un “paese vittima”, ancorchè si collocchi ancora lontana dai paesi occidentali: al 13^ posto in tale graduatoria.


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(N1) E’ bene sottolineare, sul piano della definizione del campo di indagine, che l’estensione ai prodotti pirated va intesa solo “to describe tangible goods that infringe copyright. It should be highlighted that this project does not include intangible infringements, such as online piracy, nor infringements of other intellectual property rights”. In tal senso va intesa la contraffazione dei medicinali, alla produzione dei quali concorre di gran lunga di più il valore del brevetto che quello delle materie prime utilizzate.

(N2) In relazione al “valore” da attribuire agli ammontari dei sequestri in dogana si è dovuto applicare il criterio, dopo attente analisi, che un prodotto contraffatto debba essere prezzato, sul piano economico, in base al prezzo che avrebbe avuto al momento della vendita al consumatore finale. In tale ottica, mentre alla generalità dei prodotti sequestrati è stato attribuito il valore dichiarato in dogana (declared values), rappresentativo del prezzo vigente sul mercato primario (quello degli acquirenti inconsapevoli), a quelli rappresentativi del settorelusso, è stato invece attribuito il prezzo (replacement value) degli “originali”, in quanto normalmente le loro vendite sul mercato secondario ad acquirenti “consapevoli”, risulterebbero effettuate a prezzi non lontani da quelli del prodotto originale.

(N3) Consumer deception and awareness
Some counterfeit or pirated goods compete head-on in the primary market with the genuine products and intend to deceive a consumer. A successful reception can occur when a given product appears to be genuine to a consumer. This depends on a set of factors, including the physical appearance of the product, and consumer awareness and ability to identify its counterfeit or pirate nature.
Consumer awareness of counterfeit and pirated products is related to availability and access to relevant information about IP infringement, and the individual capacity to comprehend this information. If there are no indications on the infringing nature of a product, consumers are less likely even to suspect it – even if they hold the capacity to comprehend the information, had it been available.
Moreover, consumer awareness is not only related to the context of sale of counterfeit and pirated goods (suspicious circumstances), but also the degree to which information about the phenomenon of counterfeit goods becomes available. Informational or educational campaigns on the importance of IP, and on the threats that counterfeiting and piracy pose, facilitate consumer awareness and thereby reduce the potential size and profitability of markets for deceptive infringing products.


(N4) E-commerce introduces certain clear benefits for businesses and consumers, it also leads to some risks in the context of counterfeit trade. Consumers are drawn to e commerce sites because they are available nonstop and the access is relatively easy. E-commerce has therefore become a major enabler for the distribution and sale of counterfeit and pirated tangible goods as it opens new possibilities to get access to such goods in areas that were traditionally beyond the scope of counterfeiters . In addition, counterfeiters are able to function across multiple jurisdictions, evading capture, and are also able to take down and set up new websites overnight without losing their customer base. Some websites are of such high quality and sophistication that they rival those of the right holder (OHIM-Europol 2015)