Importante NOVITÀ
A breve sul sito sarà operativo un nuovo spazio dedicato a tutti coloro
che vorranno attivarsi per prevenire la copia dei loro prodotti originali.
Riclicca a breve sul sito, o scrivici al riguardo.
Gradita l'iscrizione alla newsletter .

Made In Italy, export negli USA e recepimento delle sentenze relative al pagamento di somme di denaro da parte di importatori statunitensi

30 settembre 2016

Nonostante la Costituzione americana stabilisca, espressamente, il principio secondo cui, qualunque sentenza, sia che provenga da un tribunale statale che da uno federale, debba ottenere automatico riconoscimento ed esecuzione in ciascuno Stato della Confederazione, a condizione che tale sentenza sia stata ivi appositamente registrata (Articolo IV della Costituzione americana), lo stesso principio non trova, tuttavia, applicazione in riferimento alle sentenze emesse da un tribunale di un Paese straniero.

La ragione risiede nel fatto che non esiste, negli Stati Uniti, alcuna legge federale o trattato internazionale, che disciplini il riconoscimento e l’esecuzione in USA di sentenze straniere (a differenza, ad esempio, di quanto previsto dalla Convenzione di New York, ratificata dagli Stati Uniti nel 1970, che, in materia di arbitrato, stabilisce, invece, l’automatico riconoscimento ed esecuzione delle sentenze arbitrali pronunciate nell’ambito degli Stati firmatari).

Sebbene, dunque, la Costituzione americana riconosca al Congresso il potere di legiferare in materia di commercio internazionale e quindi, teoricamente, anche di pronunciarsi sul tema del riconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni rese da tribunali stranieri, sino ad oggi, il Congresso non si è mai avvalso di tale facoltà.
Per queste ragioni, negli Stati Uniti, la materia del riconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni emesse da organi giudicanti stranieri è disciplinata, quasi interamente, a livello statale: è lasciata, cioè, all’autonomia legislativa dei singoli Stati della Confederazione.

La mancanza di una disciplina organica, che potesse trovare applicazione nell’ambito dell’intero territorio nazionale ha, tuttavia, stimolato l’intervento della National Conference of Commissioners on Uniform State Laws, che, nel 1962, ha inteso colmare tale vuoto normativo, attraverso la redazione di un apposito statuto intitolato Uniform Foreign Money Judgments Recognition Act (UFMJRA). Si tratta di un documento, che si propone di fornire ai singoli Stati della Confederazione, i criteri e le procedure da adottare nel valutare l’idoneità delle sentenze emesse da tribunali stranieri ad ottenere riconoscimento e successiva esecuzione all’interno del territorio nazionale.
Ben 30 dei 50 Stati della Confederazione, oltre al Distretto di Columbia e alle Isole Vergini statunitensi, hanno provveduto alla sua adozione attraverso appositi interventi legislativi (Alaska, California, Colorado, Connecticut, Delaware, Florida, Georgia, Hawaii, Idaho, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Missouri, Montana, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, North Dakota, Ohio, Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Texas, Virginia e Washington).

Il crescente volume di affari, registrato negli Stati Uniti, nel settore del commercio internazionale ha, tuttavia, determinato un considerevole aumento delle controversie e, conseguentemente, un numero sempre maggiore di sentenze straniere sono state depositate presso i tribunali statali per ottenere esecuzione. Al fine di gestire questa nuova realtà e far fronte alle numerose richieste, i redattori dello statuto del 1962 sono intervenuti, nuovamente, e hanno provveduto ad integrare la versione originale dando alla luce, nel 2005, l’Uniform Foreign Country Money Judgments Recognition Act (UFCMJRA).

La nuova disciplina prevede, espressamente, che la parte richiedente il riconoscimento negli Stati Uniti di una sentenza straniera è tenuta non solo ad instaurare apposito procedimento davanti al tribunale dello Stato, nel quale intende ottenere l’esecuzione, ma anche a dimostrare che la sentenza straniera rientra nell’ambito di applicazione dello statuto di cui sopra: l’onere della prova è , pertanto, a carico della parte, che chiede il riconoscimento negli Stati Uniti della sentenza straniera. Lo statuto del 2005 contiene, altresi’, un’espressa indicazione della procedura prevista per ottenere il riconoscimento di una sentenza straniera in territorio statunitense, che può avvenire, sia attraverso l’istituzione di apposito procedimento oppure, qualora un procedimento del genere sia già in corso, attraverso la presentazione di domanda riconvenzionale. Il termine di prescrizione previsto per la richiesta della domanda di riconoscimento di una sentenza straniera, che disponga il pagamento di una somma di denaro, è di 15 anni dalla data, in cui tale sentenza è divenuta esecutiva.

Vale la pena sottolineare come l’ambito di applicazione dello statuto è limitato alle sole decisioni provenienti da tribunali di paesi stranieri, che comportino il pagamento di una somma di denaro: non rientrano, tuttavia, nella previsione normativa dello statuto, le sentenze che dispongono il pagamento di tasse e/o di sanzioni di altra natura, così come quelle decisioni, in materia di diritto di famiglia, che stabiliscono il pagamento di alimenti o il versamento di assegni di mantenimento, sottoposte alla disciplina di appositi statuti statali.

Una sentenza, per poter ottenere riconoscimento negli Stati Uniti, deve essere, inoltre, definitiva, inoppugnabile ed esecutiva, secondo quanto disposto dalle norme processuali vigenti nel paese, in cui la sentenza stessa è stata pronunciata.

a cura dell’Avv. Stefano Linares, abilitato nello Stato di New York, davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington D.C. e in Italia, studio legale internazionale Linares Associates PLLC, 100 Park Avenue, Suite 1600, New York, NY 10017, Piazza 5 Giornate, 10, 20129 Milano, www.linareslaw.com

(Per gentile concessione)